Dal 15 giugno ripartono cinema e spettacoli. E l'Umbria 'apre' alle discoteche all'aperto

Le Regioni spingono per una soluzione che consenta a tutto il settore dell'intrattenimento di ripartire. E l'assessore umbro Agabiti non esclude l'ipotesi: "Con la bella stagione si può garantire il distanziamento"

Dopo la fase più critica dell'emergenza coronavirus l'Italia è entrata nella Fase 3 e dal 15 giugno ci saranno altre riaperture, come indicato dall'ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte il 17 maggio scorso. A rientrare nella 'normalità' saranno "gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in
altri spazi anche all’aperto", che potranno riprendere il loro svolgimento ma nel rispetto di alcune disposizioni volte a limitare il rischio del contagio da Covid-19. 

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E le discoteche? Non sembrano rientrare tra le attività comprese nel Dpcm, per cui "restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui alla presente lettera; restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, le fiere e i congressi". Eppure in Conferenza delle Regioni - complice il trend positivo dell'andamento epidemiologico in tutta Italia - si discute di una possibile riapertura con modalità che consentano di rispettare le precauzioni anti-contagio.

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Un'ipotesi che la Regione Umbria (al decimo giorno di fila senza nuovi casi di positività al Covid) non esclude: "Sulla riaperura delle discoteche dal 15 giugno non c'è certezza - ha detto Paola Agabiti, assessore regionale alle Politiche dello Spettacolo, Grandi Manifestazioni e Festival in un'intervista a 'Tef Channel' -. Certo, la situazione sarà complicata da gestire ma speriamo che con l'estate si potranno riaprire le discoteche all'aperto, con maggiori spazi per poter poi mantenere il distanziamento". Ripartenza complicata anche per cinema, teatri e per gli organizzatori di spettacoli dal vivo: "È un problema soprattutto di costi - ha aggiunto Agabiti - soprattutto quello degli artisti". Costi difficili da coprire per gestori e organizzatori con la riduzione del numero degli spettatori imposta dalle linee guida del governo. Il settore dell'entertainment però è stato uno dei più colpiti dall'emergenza sanitaria e dal conseguente 'lockdown' ed è dunque pronto a trovare soluzioni che gli consentano di 'tornare in pista'.

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