Mercoledì, 12 Maggio 2021
Politica

Perugia, interrogazione del Pd: "Il sindaco spieghi la chiusura del nido Peter Pan"

I consiglieri Bistocchi e Zuccherini: "La struttura di Castel del Piano era al momento l’unica esistente su quel territorio"

La chiusura improvvisa dell'asilo nido comunale 'Peter Pan' di Castel del Piano è al centro dell'interrogazione depositata nella mattina di oggi (giovedì 14 maggio) a firma dei consiglieri comunali Sarah Bistocchi e Francesco Zuccherini. Secondo i due rappresentanti del Pd  "lo stato attuale dei nidi comunali lascia trasparire un senso di precarietà diffuso ed una politica di tagli alle strutture e agli organici che appare in netto contrasto con il ruolo fondamentale indicato per le 'Politiche familiari' dalle Linee Programmatiche 2019-2024 presentate dal sindaco Romizi ad inizio mandato".

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E se già mesi fa sono stati chiusi per ristrutturazione fino a data da destinarsi i plessi di Castel del Piano e di Madonna Alta, ora "le rassicurazioni dell’amministrazione comunale rivolte ai genitori più di un anno fa, sulla riapertura del Nido Peter Pan, prevista per settembre 2020, sono state rovinosamente disattese". E ancora: "I lavori, iniziati a fine febbraio con grande ritardo, vengono presto stoppati a causa dell’emergenza Covid-19, e quando è possibile riprenderli, il 4 maggio, data di riapertura dei cantieri pubblici, l’Ufficio Asili Nido del Comune di Perugia contatta telefonicamente tutti i genitori che entro il 28 marzo 2020 avevano iscritto o confermato l’iscrizione dei propri figli, chiedendo loro di indicare un’altra scelta poiché l’Asilo Peter Pan non avrebbe riaperto, e comunicando quindi di fatto la chiusura del nido".

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Ecco dunque l'interrogazione: "Ci si chiede, e si interroga Sindaco e Giunta, sui motivi che spingono il Comune di Perugia a tenere chiuso per due anni un nido d’infanzia, il Peter Pan, che è l’unico esistente su tutto il territorio di Castel del Piano, Strozzacapponi, Capanne, Bagnaia, San Martino in Colle e in Campo, Mugnano e Fontignano, e che raccoglie quindi la popolazione di questo vasto bacino d’utenza, considerato, peraltro, che con questa azione, sciatta ma anche dannosa, si è lasciata scoperta una fascia a dir poco delicata come quella dei 3-36 mesi, ancor più in questa fase pandemica".

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