Caso Ceri, il sindaco di Gualdo fa pace con Gubbio e ritira l'ordinanza: "Rischio bomba sanitaria, affrontiamolo insieme"

La lettera di Presciutti a Stirati e al vescovo di Gubbio

Un gesto di pace. Il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, ritira l'ordinaza (bocciata dalla Prefettura di Perugia) che chiudeva le frontiere del comune agli eugubini dopo il caso dei Ceri e degli assembramenti. E scrive una lettera aperta al sindaco di Gubbio, Filippo Stirati, e al Vescovo di Gubbio, Don Luciano Paolucci Bedini. Il succo è: "rischio bomba sanitaria dopo gli assembramenti per i Ceri, affrontiamola insieme". 

"Ho deciso di scrivervi perché voglio che resti traccia del mio pensiero, del forte spirito umano prima che istituzionale che mi lega a un territorio unico al mondo quale è il nostro". E ancora: "Ciò che è accaduto lo scorso 15 maggio penso rattristi e lasci attoniti tutti, al mancato rispetto non solo delle norme dello Stato, ma anche delle ordinanze del sindaco, a cui si è aggiunto il mancato rispetto, da parte di alcuni, della figura del Patrono Sant'Ubaldo, cosa che ferisce profondamente non solo gli eugubini". 

"Ciò che è accaduto  - scrive il sindaco - mi ha profondamente turbato, le mie prese di posizione forti, i miei atti, non erano certo tesi a riproporre antiche ed ormai sorpassate diatribe, alle quali francamente non ho minimamente pensato, l’unica cosa di cui mi sono fortemente preoccupato (e lo sono ancora), è stato ed è la tutela del dono più prezioso che ognuno di Noi ha: la vita. Su questo tema credo convintamente che non possono mai e poi mai esistere divisioni, politiche, religiose, di campanile, sulla tutela della salute e quindi della vita, non esistono appartenenze territoriali, partitiche, ideologiche, ma serve una grande unità d’intenti". 

Ancora Presciutti: "Serve anche, mi permetto di dire grande coraggio, e la necessaria fermezza, non solo nell’individuare e punire in maniera esemplare i protagonisti degli atti più beceri e fuori da ogni grazia di Dio che tutti abbiamo potuto vedere, ma anche e soprattutto per non minimizzare o circoscrivere a poche decine di persone la responsabilità di ciò che è accaduto perché tutti sappiamo bene, per onestà intellettuale dobbiamo dircelo, che le cose non stanno così non fosse altro per le immagini ed i fotogrammi che stanno facendo purtroppo il giro del mondo in queste ore". 

Il sindaco di Gualdo, nella lettera, si rivolge personalmente al sindaco di Gubbio e al Vescovo. Così: "Ed allora Carissimo Don Luciano non posso che accogliere con favore il Tuo invito alla riconciliazione, cosa per me molto facile visto che non ho mai rotto alcun tipo di rapporto con la comunità Eugubina che anzi in queste ore mi ha dimostrato una vicinanza straordinaria quanto inaspettata, sommergendomi letteralmente di messaggi, telefonate attestati di stima che ho molto apprezzato e che ricambio dal più profondo del cuore".

Poi al primo cittadino di Gubbio: "Ed a te Carissimo Filippo rinnovo non solo tutta la mia stima umana ed istituzionale, oltre ad esprimerti ancora una volta (l’ho fatto pubblicamente in queste ore molte volte) la mia piena solidarietà per quanto accaduto, immagini gesti ed atti che hanno ferito sicuramente la Città di Gubbio ma, te lo posso garantire, l’intero territorio e la nostra Regione nel suo complesso".  

Ecco il punto: "Oggi abbiamo tutti un nuovo grande fardello da portare sulle spalle, perché ciò che è accaduto rischia seriamente di diventare una potenziale bomba sanitaria ed allora spetta a noi con grande coraggio ed altrettanta fermezza affrontarlo insieme, mettendo in campo tutto ciò che è necessario per tutelare la salute di tutti anche con scelte forti e perché no impopolari, non possiamo permetterci il lusso di tenere il piede su due staffe, dobbiamo giustamente come hai detto tu Filippo, decidere da che parte stare e noi sappiamo bene quale è". 

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