Regione, che opposizione tira? Fora e l'anti-leghismo, Bori l'anti-Coletto, Bianconi e De Luca i "realisti"

Il primo consiglio regionale ha visto protagonisti soprattutto i capigroppo di minoranza: i civici Bianconi e Fori, l'esponente dei 5 Stelle e il giovane capogruppo del Pd, Tommaso Bori, che ha rinvendicato con orgoglio la gestione della sanità umbra...

Un primo consiglio regionale con fumata nera - nessuna elezione del presidente, domani sarà il giorno buono -, con un paio di proposte niente male - assemblee itineranti nei vari comuni e legge su democrazia partecipativa - e le ormai immancabili polemiche sull'assessore esterno Coletto, veneto doc ed esperto di sanità dopo la lunga esperienza in Veneto con Zaia e nel primo Governo Conte appoggiato da 5 Stelle e Lega. Un primo consiglio regionale utile soprattutto anche per capire, fin da subito, che opposizione tirerà per i prossimi 5 anni. L'ex candidato del Patto Civico, Vincenzo Bianconi, da imprenditore e moderato, ha subito fatto capire che da parte sua ci sarà collaborazione su quelle proposte che, al di là di chi le proporrà dalla maggioranza, porteranno benefici, innovazione e benessere agli umbri. 

"In Italia, come in Umbria - ha affermato in aula Bianconi - è mancata una visione di prospettiva a venti anni, come avviene in tutti paesi moderni del mondo. Su questo dovremo lavorare insieme ed una legge di democrazia partecipativa ci può aiutare in questo senso. Da qui si potranno affrontare le emergenze attuali, ma anche quelle di domani e quelle che avremo tra cinque anni, che dovranno stare all’interno di un disegno strategico. L’Umbria è in crisi ed ha bisogno di una nuova stagione, di bella politica da parte di tutti. Garantirò impegno, idee e contenuti per il bene dell’Umbria”.

Dall'altro candidato civico Andrea Fora emerge chiaramente una opposizione che andrà soprattutto a colpire il maggiore partito della maggioranza di centrodestra, la Lega. D'altronde lo aveva già ribadito forte e chiaro in campagna elettorale quando disse, tra applausi (i vertici della curia e associazioni di volontariato) e critiche (da molta base dei credenti), che chi vota Lega e Salvini "non può dirsi cristiano". 

L'attacco al gruppo leghista da parte di Fora non è stato neanche tanto velato: "Questa Assemblea legislativa sarà chiamata a ridiscutere una nuova e forte identità regionale, almeno sotto tre profili: valoriale, istituzionale ed economico. I prime due, nella nostra regione, sono ben forti e radicate che hanno fatto dell’Umbria terra di pace, di accoglienza, di integrazione, di tutela universale dei diritti, una sanità ed un welfare pubblici permeando l’Italia e l’Europa con i suoi valori religiosi, spirituali e laici. E non sarà una maggioranza regionale, per quanto a trazione leghista, a mutare il dna degli umbri. Noi ci faremo garanti di questi valori".

Secondo attacco alla Lega: "La presidente Tesei è espressione di un partito che fino a pochi mesi fa proponeva situazioni di autonomismo differenziato molto sbilanciato sul fronte degli egoismi regionali e che avrebbero danneggiato pesantemente l’Umbria, oggi che la Lega è al governo dell’Umbria auspichiamo che i suoi esponenti smettano i panni di tifosi pasdaran e riflettano su quale assetto istituzionale sia migliore per la nostra regione e quali alleanze costruire nell’Italia di mezzo. Va ricostruita una nuova identità economica e produttiva".

Sui contenuti, senza polemiche o attacchi diretti, è stato l'intervento del capogruppo del Movimento 5 Stelle Thomas De Luca che ha elencato le priorità per rilanciare l'Umbria e andare incontro alle esigenze degli umbri: lavoro, sanità, meno burocrazia e meno tasse sulle imprese. "La priorità dovrà essere il lavoro e l’occupazione, costruire un’interfaccia con le imprese, con chi ha il coraggio di fare impresa in questa regione. Liberare la parte produttiva della regione dalle scartoffie e dai legacci di una burocrazia schizofrenica. Diminuire la pressione fiscale per rendere il made in Umbria sinonimo di eccellenza e qualità. La Presidente dia un segnale alla regione esprimendo un parere contrario all’ampliamento del conferimento dei rifiuti nel ternano, come esplicitato dal sindaco di Terni. Necessario lavorare per riuscire a dare diritto di accesso alla cura per i cittadini umbri".

L'attacco più duro di giornata alla Lega, con tanto di difesa della storia politica dell'Umbria ai tempi della sinistra, è spettato al giovane capogruppo del Pd Tommaso Bori che ha preso di mira in questo caso la Governatrice Tesei sulla nomina dell'assessore regionale esterno Coletto e sulla futura gestione della sanità dove ancora una volta dai democratici si lancia un allarme su una presunta privatizzazione, sempre smentita dalla Governatrice propensa ad aprire ai privati ma con convezioni pubbliche: "Mi stupisce il silenzio della Presidente circa la condanna dell’assessore Coletto. Avete scelto una persona esterna, lontana dall’Umbria a livello geografico e di valori. Avere in Giunta una persona che ha subito una condanna è grave, ma una condannata per razzismo è inaccettabile. L’Umbria respinge le idee portate avanti dal nuovo Assessore. Chiediamo alla Presidente se sapeva o era allo scuro. La delega alle discriminazioni data a Coletto è un cortocircuito”.

Bori ha rivendicato le conquiste in ambito sanitario del suo partito e delle passate giunte regionali del centrosinistra, senza però citare l'attuale inchiesta sanitopoli - concorsi truccati - che ha determinato la fine anticipata della passata legislatura: "Esprimo poi orgoglio per la sanità umbra che è altra rispetto a quella letta sui giornali. Una sanità che rivendichiamo come pubblica e uguale per tutti. Importare il modello lombardo in Umbria non funziona e neanche importare un assessore dal Veneto".

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