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Consiglio regionale dell'Umbria, l'opposizione scende in guerra contro la Tesei: lettera di diffida

I capigruppo di minoranza: "Le mancate risposte, oltre che impedire l’esercizio della democrazia e delle funzioni riservate alle minoranze, violano sistematicamente il Regolamento interno dell’Assemblea legislativa dell’Umbria e la legge"

In cammino a Palazzo Cesaroni, sul sentiero di guerra. I capigruppo della minoranza del consiglio regionale, Tommaso Bori (Pd), Thomas De Luca (M5S), Andrea Fora (Patto Civico) e Vincenzo Bianconi (Gruppo misto) annunciano l’invio di una lettera di “diffida” alla presidente della Giunta regionale, Donatella Tesei e, per conoscenza, al Presidente dell’Assemblea legislativa, Marco Squarta. Oggetto del contendere - e delle vie non pacifiche - "le mancate risposte su interrogazioni presentate e su richiesta di accesso agli atti". Per usale le parole dell'opposizione, "le mancate risposte, oltre che impedire l’esercizio della democrazia e delle funzioni riservate alle minoranze, violano sistematicamente il Regolamento interno dell’Assemblea legislativa dell’Umbria e la legge".

Ecco il testo della lettera di diffida: "Dopo numerose sollecitazioni, sia formali che informali – scrivono i capigruppo della minoranza consiliare -, fatte pervenire ad assessori, direttori e dirigenti preposti, tramite il Presidente dell’Assemblea legislativa, la Segreteria generale dell’Assemblea legislativa e con segnalazioni al Comitato per il controllo e la valutazione, siamo con la presente a diffidare formalmente Lei, la Sua Giunta, e gli uffici preposti a rispondere entro 7 giorni dalla ricezione formale della presente PEC, agli atti di sindacato sotto elencati, riguardanti sia interrogazioni a risposta scritta, sia richieste di accesso agli atti ai sensi della Legge sulla trasparenza, presentati dai consiglieri di minoranza, in considerazione del fatto che sono abbondantemente scaduti i termini entro i quali doveva essere consegnata una risposta e/o la documentazione richiesta. Tali comportamenti – è scritto nella lettera -, in base alle normative vigenti, oltreché omissivi sono anche fortemente lesivi dei diritti delle minoranze e dei consiglieri regionali con riguardo alle funzioni di controllo ed indirizzo riservate ad essi dalla legge”.

E ancora: “Le mancate risposte, infatti – rimarcano i capigruppo dell’opposizione -, oltre che impedire l’esercizio della democrazia e delle funzioni riservate alle minoranze, violano sistematicamente gli articoli 47, 48 e 58 dello Statuto della Regione Umbria e gli articoli 4 e 86 del Regolamento interno dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, oltre al dettato della Legge ‘241/90’ ( in particolare art. 25 e CAPO V)”.

Di nuovo contro la Tesei: “Siamo altresì a comunicarLe – continua la lettera - che trascorso detto periodo ci vedremo costretti ad intraprendere ulteriori iniziative a tutela della nostra funzione di consiglieri regionali e della trasparenza”.

Conclusione con un passaggio sul direttore Dario: "Si segnala, infine, la sconcertante lettera ricevuta via PEC dal Presidente Squarta, prontamente trasmessaci, e redatta dal direttore Claudio Dario, in cui Io stesso afferma di non voler fornire riscontri, nei tempi previsti dalla normativa, ad interrogazioni a risposta scritta o dare seguito all’accesso agli atti richiesti. Nella stessa missiva si parla peraltro di decine di richieste di accessi agli atti, in modo non veritiero, come risulta dagli elenchi allegati. Tali gravissime affermazioni – concludono i capigruppo Bori, De Luca, Fora e Bianconi - danno il senso della concezione del rispetto della legge e delle regole democratiche, e sono pertanto da respingere al mittente in quanto gravemente lesive dei diritti dei Consiglieri regionali". 

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