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L'Umbria 2017, approvato il bilancio regionale: ecco dove andranno i nostri soldi. Marini: "Tasse senza aumenti"

nvarianza fiscale, sanità pubblica di qualità e garantita a tutti, zero tagli al welfare ma anche difficoltà nel programma azioni incisive per il lavoro e il rilancio dell'aziende umbre. L'analisi della Marini e la scheda voce per voce dei fondi da impiegare nel 2017

"La manovra di bilancio - ha spiegato la Presidente - si basa su alcuni pilastri: politiche sanitarie, politiche socio- assistenziali, politiche dei trasporti, riorganizzazione della macchina amministrativa, riduzione del costo del personale. Abbiamo affrontato i problemi dei trasporti, per mettere in sicurezza gli investimenti strategici (come la ferrovia regionale). Abbiamo scelto di estendere gli strumenti per la coesione sociale, per il lavoro, per la formazione professionale. Sperimenteremo misure innovative per dare risposte al disagio sociale e lavorativo, puntando alle politiche attive all'inclusione".

Non mancano però grandi preoccupazioni sul sociale, sul turismo da ricostruire dopo il sisma e sulla necessità di fondi aggiuntivi per l'inclusione sociale.  "Il Pil dell'Umbria - ha continuato in aula la Presidente Marini - è aumentato dello 0,7 per cento, in linea con il dato nazionale. Il tema della disoccupazione è ancora aperto, dato che la crisi ci ha portato ad un forte incremento di coloro che non lavorano. Serviranno iniziative straordinarie per la promozione turistica, andando oltre quelle finanziabili con le risorse comunitarie. Anche sul sociale serviranno misure di emergenza e fondi aggiuntivi, per azioni di sostegno alla coesione sociale e ai soggetti più fragili nelle aree terremotate". 

Motivo d'orgoglio rimarcato più volte dalla Presidente è quello dell'ennesimo anno senza aumento delle tasse: "Questa manovra è caratterizzata dalla scelta di mantenere l'invarianza fiscale, razionalizzando la spesa senza intaccare i servizi. In Umbria neppure 10mila persone dichiarano un reddito superiore a 75mila euro annui. Quindi mantenere l'invarianza fiscale significa salvaguardare i redditi medi e medio bassi, che sarebbero colpiti da un incremento della fiscalità regionale".


 

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