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Caso Calabrese, caos e secessione Pd in consiglio. Perari: "La vostra era un'istanza invotabile"

Il capogruppo di Forza Italia mostra i muscoli: "Se il bene e l’interesse della città deve spingere ad un’armonia corale, di certo la minoranza deve comprendere che il direttore d’orchestra non è tra loro"

No, l’istanza del Pd era “invotabile”. Il capogruppo di Forza Italia in Comune a Perugia, Massimo Perari, alza la voce. Probabile che voglia farsi sentire anche dall’opposizione impegnata a salire sull’Aventino. “Sul tema della sicurezza questa maggioranza ha tutto l’interesse di affrontare il dibattito. Del resto i numeri ci danno ragione in relazione ai primi, ma decisivi, segnali di cambiamento. Siamo i primi a volerlo rendere noto ai cittadini e siamo certi che l’assessore Calabrese non ha alcun problema, al contrario un vero desiderio, di chiarire le polemiche che lo hanno riguardato”.

Detto questo, Perari pianta giù un bel paletto. “Non ci faremo trascinare dall’impeto del nostro desiderio di trasparenza, in una bagarre condotta da una minoranza che ha il solo scopo di strumentalizzare il dibattito, ai chiari fini elettorali in vista delle regionali”. E giù botte: “Avremmo accolto la discussione se solo il Pd non avesse travisato gli accordi presentando una istanza tecnicamente e politicamente invotabile da parte di questa maggioranza”. Per concludere una bel promemoria: “Se il bene e l’interesse della città deve spingere ad un’armonia corale – chiude Perari - , di certo la minoranza deve comprendere che il direttore d’orchestra non è tra loro”.

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