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Consiglio comunale, quando Camicia portò il bicarbonato di sodio per far digerire il bilancio ai colleghi

Il consigliere Camicia dispone di uno spiccato senso dell’umorismo e padroneggia il registro dell’ironia. E non ha timore di andare anche sopra le righe

Sceneggiate, giullarate, zingarate nella Sala del consiglio comunale. Insomma, uno show che – a seconda dei casi e delle prospettive – diverte il pubblico e i consiglieri, o fa tremare sindaco e assessori. Scenette che irritano o divertono, insomma, portando un po’ di cabaret in quell’antica stanza di Palazzo dei Priori. Recente la diffusione di un fuori onda in cui il sindaco Romizi diceva di fare attenzione a quel “Camicia che è pericoloso”. Per chi, per cosa? Per la città, per la democrazia? Forse perché l’arma più potente della contestazione è proprio il ridicolo?

Il consigliere Camicia dispone certamente di uno spiccato senso dell’umorismo e padroneggia il registro dell’ironia. E non ha timore di andare anche sopra le righe. Lo ha dimostrato in varie occasioni. Ricordo quando, proprio quest’anno, portò in Aula un pacco di bicarbonato che offriva generosamente ai colleghi per aiutarli a “digerire” il bilancio. In questi giorni ha proposto una gag in due fasi. Prima l’ironia verso l’emozione del sindaco che – prendendo atto delle dimissioni dalla carica di Emanuele Prisco, in partenza per Roma a fare il deputato (che non è certo una punizione) – salutava con commosso rammarico il collega. Dicono: fino alle lacrime. E Camicia spara ad alzo zero, commentando: “Manco fosse partito per il fronte!”.

Poi, ironizzando sulla recente nomina ad assessore di Massimo Perari, in prossimità della conclusione della sindacatura, Camicia tira fuori il fazzoletto e simula un’irrefrenabile commozione. Da attore consumato, singhiozza: “Non posso non esprimere la mia emozione… mi viene da piangere”. Insomma: pronuncia a chiare lettere “la commozione per una nomina tanto attesa e tribolata”. E l’ironia è comprensibilmente legata alla brevità del mandato e alle lungaggini e procrastinazioni che hanno preceduto la stessa nomina. Non c’è nulla di personale contro Perari, s’intende!

Insomma, step by step, Carmine Camicia – che pure apre fronti di battaglia durissimi e versanti di valore, come le intestazioni toponomastiche di vaglia e le iniziative di cardioprotezione – si sta qualificando come il consigliere più ironico e puntuto. Un mistero buffo che mette paura e che va… tacitato. Perché, che danni fa? Carmine Camicia, vivendo di un altro lavoro che non è la politica, si è ormai accreditato come una specie di Dario Fo della Vetusta. 

Si parva licet… Commenta in rete un amico: “Camicia di-verte e sov-verte… castigat ridendo mores… indica alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di fatti e di persone, al fine di ottenere, mediante il riso, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene”. Non è detto male.“Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli!” esclamò qualcuno nel celebre “discorso del bivacco”. Che s’impedisca a un consigliere di esprimersi, seppure in modo ironico, non è democratico. Né giusto.

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