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EFFETTO ROMIZI Primo consiglio comunale con il tutto esaurito: ovazioni e applausi

Strapiena di cittadini l'aula. Strapieni anche i corridoi. Tutti per il sindaco e per la sua giunta che per la prima volta si presenta alla città. Tanto entusiasmo che fa subito irritare il consigliere Bori che bacchetta il pubblico. Ma risponde subito Romizi. Fumata nera per il presidente del consiglio

"C'è voluto qualche giorno in più ma credo che ne sia valsa la pena: abbiamo una giunta con molte personalità civiche e che risponde a pieno alla volontà dei tanti perugini che hanno chiesto un cambiamento per risollevare la città": il sindaco Romizi è accolto da una ovazione ad ogni sua frase. Nel primo consiglio comunale c'è una folla impressionante e molti sono stati costretti a rimanere lungo i corridoi.

GIUNTA: I NOMI E LE DELEGHE

L'entusiasmo e la speranza sono scolpite nei volti di tanti cittadini. Addirittura l'opposizione - il consigliere Tommaso Bori - chiede rispetto e silenzio in caso contrario bisogna applicare il regolamento: "Questa è un'aula istituzionale e non uno stadio: deve essere allontanato chi disturba".  A Bori risponde direttamente Romizi: "Ringrazio tutti quelli che venuti a questo primo consiglio... spero che vengano anche ai prossimi. Non ho gradito certi riferimenti nel discorso di Tommaso. Io credo che è necessario tornare a far dialogare i cittadini con le istituzioni. Dobbiamo governare insieme in caso contrario si commettono gli stessi errori del passato".

Il primo cittadino si toglie anche qualche sassolino: "Io non ho mai parlato di regime nè offeso l'ex sindaco Boccali: ma voglio dire la mia. Fino ad oggi molti giovani erano convinti che non sarebbe mai cambiato nulla e che non sarebbero stati valutati per i loro meriti ma solo per la loro funzionalità ad un sistema di potere. Ecco ora le cose sono cambiate: l'alternanza è democrazia e aiuta a rigenerare sia il centrodestra che il centrosinistra".  Ma è sempre Bori a sparare a zero: "E' una giunta con personaggi che hanno conflitti di interesse e che sono saliti sul carro dei vincitori dopo altri percorsi". Il riferimento è a chi come l'assessore Casaioli vanta un passato con il centrosinistra - candidata nel 2009 -, all'assessore Fioroni  e al vice-sindaco Barelli che si è spesso battuto anche legalmente contro il Comune. Frasi che sono state salutate da bordate di fischi dalla platea gremita in ogni ordine di posto. 

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C'è l'emozione dei neo-assessori: Calabrese - ex consigliere - non riesce neanche ad alzarsi dalla sedia quando il suo nome viene fatto dal sindaco; Prisco sbianca completamente e viene sommerso da un boato, grandi applausi anche per Fioroni - il prof per molti dei presenti più o meno giovanissimi - e per la signora del vino Lungarotti Teresa Severini.  Ma forse l'applauso più lungo è per Diego Dramane Waguè: il renziano che ha deciso di rottamare Boccali e quel sistema di potere antico. 

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Sul versante del Consiglio comunale è partita la gara per il futuro presidente del consiglio comunale dove in pole resta Varasano anche dopo la prima fumata nera (30 bianche e 3 nulle). Il capogruppo dei socialisti Nilo Arcudi chiede che la maggioranza elegga un esponente della minoranza - 5 anni fa ovviamente il centrosinistra si guardò bene di farlo - perchè la coalizione al primo turno ha preso quasi il 50 per cento. Più realistico, moderato e lungimirante Miccioni che spiega: " Non pretendiamo nulla ma di poter scegliere insieme il miglior candidato per tutti....questi sì". Comunque tutto rimandato al prossimo consiglio dove basteranno 17 voti - ma alla terza votazione - per eleggere un presidente. 

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