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Nell'Italia dei poltronari politici accade una cosa mai vista, rinuncia al consiglio regionale e a 6mila 500 euro al mese

La politica con i suoi veleni e le sue solitudini - al di là dell'assegno ben corposo - può disgustare anche chi ha fortemente voluto fare il politico. La storia unica di Maria Rosi di Forza Italia, prima dei non eletti, che ha rinunciato a rientrare nel circo politico. "Basta, ho cambiato vita"

Nell'Italia delle inchieste sugli acquisti folli con i soldi pubblici da parte dei consiglieri regionali di tutto il Paese - dagli alberghi di lusso alle auto fino ai vibratori per uso ricreativo -, anche l'Umbria coinvolta con l'indagine della Guardia di Finanza sui soldi dei gruppi politici 2011-2012, è difficile solo immaginare che un candidato - magari già con un passato da ex consigliere regionale - possa aver liberamente rinunciato ad un posto da consigliere regionale per i prossimi due anni dopo che un eletto si è dimesso per assumere l'incarico di deputato della Repubblica Italiana. Chi, tra i poltronari d'Italia, rinuncerebbe per i prossimi 24 mesi ad un assegno di 6.500 euro al mese, ad un ufficio con almeno due dipendenti al proprio servizio e vari rimborsi spesa? Suvvia... nessuno!

Perchè a memoria di uomo non c'è un precedente, non c'è nemmeno un tentativo. Nessuno rinuncerebbe anche perchè due anni potrebbero essere sufficienti per farsi di nuovo conoscere, riallacciare rapporti con gli elettori e con i vertici del partito per una nuova ricandidatura nel 2020. Ma la vita è strana. Anzi la politica è strana e può persino disgustare chi di politica ci ha campato e si preso soddisfazioni ma anche tante delusioni. Ed ecco dunque accadere l'impossibile nell'Italia stracciona e poltronara.

Maria Rosi, una signora di cultura e di buon famiglia, da sempre legatissima a Forza Italia - ma il partito ufficiale non sempre le ha ricambiato lo stesso amore - e che ha fatto la gavetta per arrivare ad essere eletta al consiglio regionale 2010-15, che ha accettato dispendiose e impossibili candidature di servizio, vedi quelle europee partendo dalla piccola Umbria, una volta chiamata dagli uffici del consiglio regionale dell'Umbria per il sub-entro - essendo la prima dei non eletti di Forza Italia e quindi destinata a sostituire il capogruppo Raffaele Nevi - ha detto candidamente no. Ha rinunciato lasciando il posto al secondo dei non eletti: il manager di Mediolanum Roberto Morroni. Maria Rosi ha detto no al secondo tempo della sua carriera politica, a tanti soldi, a tanti privilegi.

Impossibile raggiungerla al telefono, neanche al campanello della sua bella abitazione alle porte del centro storico, a pochi metri da uno dei tennis club più prestigiosi della città. Lei non risponde. Non vuole visibilità. Non vuole più saperne. Ai vecchi collaboratori ha spiegato di aver cambiato vita da tempo, di star bene così lontana dai riflettori, dallo stress e dai veleni della politica. Insomma schifata da quella politica che tanto ha amato. Vuole pensare ai suoi anni, alla sua famiglia e alle cose sue. Ai pochi amici rimasti nell'ambito di Forza Italia avrebbe spiegato di aver dato tanto ma di essersi accorta di aver ricevuto, umanamente parlando, poco, di essersi sentita sola nel mare sempre agitato della politica. Voci di riporto, magari ce dell'altro. Ma questa è la realtà: c'è una donna a Perugia che ha saputo dire basta con la politica, anche se poteva almeno per altri due anni incassata quasi 200mila euro, più altri 50mila di fine rapporto. Tanto di cappello. 

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