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Congresso Pd Umbria, Bori candidato segretario regionale: "Voltiamo pagina insieme, la luna di miele tra le destre e gli umbri è finita"

L'attuale capogruppo in consiglio regionale apre la campagna elettorale per il congresso del Pd

"Questo è un congresso spartiacque, una pagina di storia che scriviamo insieme". E usa sempre il plurale, fedele alla linea (no, non come i Cccp) "non io, ma noi". Tommaso Bori, attuale capogruppo in consiglio regionale e favorito dei quattro in corsa per la segreteria regionale - sempre che De Rebotti non vinca il ricorso appena presentato  -, se non altro per il numero dei nomi messi in lista, apre la campagna elettorale per il congresso del Pd dell'Umbria. 

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Schiera la squadra, Bori, per dimostrare 'che è un progetto corale' e presenta i 'suoi' candidati alle segreteria provinciale. Più tre consiglieri regionali e un vice ministro, a provare la trasversalità nel parito della proposta e la multiterritorialità: "La luna di miele tra la destra e l’Umbria è già finita, ma serve lavorare ad un’alternativa credibile, costruita dal basso. Serve trasformare il dissenso in consenso. Occorre ridare voce e dignità alla comunità democratica e ricreare un luogo in cui poter tornare finalmente a confrontarsi liberamente, dopo oltre un anno di afonia". 

Per il candidato segretario Bori questo è un congresso "inteso come un nuovo inizio e non come un traguardo da conquistare, per tornare ad essere un interlocutore serio ed affidabile per la società umbra. Non certo un congresso sui nomi e sulle tessere, ma sulle idee e sui progetti. Per questo, se saremo chiamati a guidare il Pd regionale, lanceremo da subito una conferenza organizzativa per ridare senso alla forma partito in una chiave più moderna, aperta e funzionale, oltre che una conferenza programmatica che sappia parlare alla società umbra, rimettendo al centro il lavoro, la sanità pubblica, la scuola, l'università e il sociale, così da gettare la basi di un’alternativa. Tutti insieme, dimostreremo che, da umbri, avremo la forza e le capacità di voltare pagina e ricostruire ciò che è stato distrutto in questi anni dopo anni di conflittualità permanenti che dobbiamo lasciarci definitivamente alle spalle".  

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A proposito di candidati, la palla passa a Camilla Laureti, capolista del collegio di Perugia e candidata alla segreteria provinciale del Pd: "Tre sono le ragioni per cui è importante fare questo congresso, e farlo ora - spiega - . La prima è che in questo momento serve, più che mai, un partito forte, che sappia cogliere le sfide inedite di questo tempo. Serve poi avviare un nuovo ciclo in cui pensare un’alternativa, ma anche la capacità collettiva di dargli anche forma e sostanza. Lavoreremo infine per affermare un partito dei territori per ridare centralità ai bisogni reali dei cittadini e ristabilire una relazione, una presenza e un dialogo profondo con i cittadini, ciò che che è mancato colpevolmente per troppo tempo". 

E poi c'è il secondo capolista, quello del collegio di Terni e candidato alla segreteria provinciale del Pd: Fabrizio Bellini. Per lui "serve dimostrare con i fatti che che occorre avviare un progetto politico nuovo che punta a ricostruire una comunità politica coesa. Insieme a Camilla Laureti ci candidiamo all’Assemblea regionale e alle Segreterie Provinciali del PD con puro spirito di servizio, affinché si possa avviare una nuova stagione. Radicare nuovamente il partito democratico sui territori sarà il nostro principale obiettivo". E ancora: "Occorre riaccendere la luce dentro i nostri circoli e rianimare la discussione tra i nostri iscritti perché per combattere l'antipolitica bisogna praticare la buona politica. Tornare nella società e tra gli scritti con una proposta nuova e credibile che sappia sfruttare anche al meglio la comunicazione l'innovazione tecnologica. Ritengo sia giusto che giovani prendano in mano il futuro e promuovano per primi la politica come la più alta forma di volontariato al servizio del bene comune". 

Il consigliere regionale Simona Meloni, come prende la parole, sottolinea che "abbiamo bisogno di una squadra coesa, di un PD che parta dai territori e sappia fare rete. Una politica che sappia riconquistare la fiducia dei cittadini, in grado di ricostruire un'alleanza con la società umbra. Di un PD che non invada ambiti impropri ma che rispetti l'autonomia e premi le capacità e il merito. Dobbiamo essere dalla parte di chi ha paura, di chi più teme il futuro, prendendosi cura delle persone e dei loro bisogni reali. Il lavoro che non c'è e i diritti da difendere o da riconquistare, saranno al centro del nostro impegno, al servizio di una comunità che ha bisogno di riconoscersi nei valori e nei progetti del Partito democratico".

Per Fabio Paparelli, sempre consigliere regionale, "mai come in questo momento abbiamo bisogno di un congresso che parli alla società e non guardi al nostro ombelico. Oggi ci attendono sfide importanti, a partire dall'impiego delle risorse provenienti dal Recovery Fund. Due miliardi di euro di cui l’Umbria potrà disporre e che se, ben utilizzate, possono essere un elemento di svolta per la nostra economia. Un nuovo sviluppo che dovrà fondarsi sugli stessi elementi strategici che l’Europa ci propone, ovvero, la transizione ecologica, lo sviluppo digitale, l'inclusione sociale e la sanità pubblica, e l'economia della conoscenza. L'Umbria, anche grazie ad una rinnovata proposta politica del Partito Democratico può diventare un laboratorio di innovazione in questo senso. Occorre avviare una nuova fase in cui le esperienze siano messe al servizio di una nuova classe dirigente, con lealtà e correttezza". 

Salto in Alto Tevere, con il consigliere regionale Michele Bettarelli: "Il nostro è un progetto nuovo - spiega - , inclusivo che si muove dalle idee e dai territori per cambiare pagina. Non saremo mai tra coloro che attraverso le polemiche e i ricorsi pretestuosi puntano a delegittimare questo congresso. Abbiamo bisogno di tutti; dobbiamo rottamare i vecchi metodi deteriori della politica, dalle correnti ai capi bastoni, e non certo le persone. Il Pd ha bisogno di tornare ad essere un partito forte, coeso, radicato e in grado di riconquistare il suo ruolo nella storia e nel governo di questa Regione". 

Infine, si arriva fino a Roma. Destinazione: Ministero dell'Istruzione. Il vice ministro Anna Ascani (chi mastica Pd un po' è saltato sulla sedia per la novità dell'asse Bori-Ascani): "In questi mesi di governo della destra la nostra Regione non è cambiata come avevano immaginato di fare, ma ha solo fatto passi indietro. Questa è una pessima notizia, ma il Pd rischia di illudersi, se pensa di riuscire a tornare a governare la Regione senza ripartire da se stesso e dai suoi errori". E di nuovo, ma con 'l'anzianità di servizio' come da definizione del vice ministro: "Occorre dunque ripartire dalla costruzione paziente di una classe dirigente, così come è stato fatto in questi mesi dai tre nuovi consiglieri regionali che hanno messo a disposizione anche il loro consenso personale per la costruzione di un percorso collettivo. Questo è un segnale importante che ci dice che c'è una generazione pronta ad assumersi le proprie responsabilità, e spero possa essere accompagnata anche dal sostegno di coloro che hanno avuto e hanno esperienza e ruoli, indipendentemente dal fatto anagrafico. Che sia allora un buon congresso, per parlare dell’Umbria e all'Umbria, e non l'ennesima occasione di scontro perché i nostri cittadini non ce lo perdonerebbero". 

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