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Congresso Pd, colpo di scena: Bocci candidato alla segreteria regionale, asse con la Marini

Guasticchi ritira la sua candidatura, accordo con la presidente regionale per un candidato "unitario"

Qui, come per James Bond, mai dire mai. Cominciamo dalla fine. Appena l'applauso a scena aperta finisce escono tutti dalla sala del Park Hotel di Ponte San Giovanni e cominciano a raccogliere le firme. Nome del candidato alla segreteria regionale del Pd Umbria: Gianpiero Bocci. Esatto. Colpo di teatro. E il consigliere regionale Marco Vinicio Guasticchi ritira la sua candidatura. Secondo colpo di teatro. Quindi siamo a tre per la corsa: Walter Verini, Gianpiero Bocci e il duo Pensi-Meloni. Ma da qui al 7 novembre c'è ancora tempo.

Congresso Pd, Bocci candidato: "Oggi più di ieri abbiamo la necessità di rilanciare i valori della sinistra"

Finita? Anche no. Perché il nome di Bocci è frutto di una pace (o accordo, o asse o come meglio preferite) con la presidente della Regione Umbria, Castiuscia Marini. Sorpresa: la ruggine è sparita (o seppellita) e adesso si spinge tutti verso un'unica direzione. Barra al centro, insomma. O verso i moderati, che dir si voglia. Perché c'è maggio 2019 con il suo carico di elezioni amministrative ed europee. E c'è anche il 2020, con le regionali. E al Partito Democratico “serve unità”. “Unità e sintesi”. Hegel gongola.

VIDEO -  Congresso Pd, Pensi e Meloni candidati alla segreteria regionale: "Torniamo ad ascoltare i territori"

Spiega Bocci, dal palco del Park Hotel: “Dal voto del 2019 dipenderà quello del 2020, è inutile nasconderselo. Abbiamo bisogno di scelte nette, ideali forti e unità”. In altre parole: “Ci giochiamo il futuro democratico”. Perché, prosegue, “siamo un partito di governo. E come tale deve essere unito. E bisogna dare spazio ai giovani”. E ancora: “Chi ha esperienza deve assumersi la responsabilità del cambiamento. I giovani devono diventare presto classe dirigente, dobbiamo metterli in sicurezza”. Non è chiaro il riferimento? E allora: “Mai mettere le generazioni contro, perché nello scontro chi perde sono sempre i giovani”
Da un lato Bocci (e la Marini), dall'altro Pensi e Meloni (e Leonelli, che li ha appoggiati ufficialmente). E poi c'è Verini (forse).
Ma l'ex Margherita non ha finito: “Personalmente non intendo essere il candidato di una parte. Ci sono momenti in cui si possono fare congressi su mozioni contrapposte, altri no. Noi per l'unità ci dobbiamo lavorare da subito. L'obiettivo è la coesione e l'unità per fare del Pd una risorsa per l'Umbria”. E “quando il Pd è unito vince, non teme avversità”. Echi di Al Pacino e di Ogni maledetta domenica (anche se è martedì e se l'ha già usato Matteo Renzi). 

Congresso Pd Umbria, il ticket Pensi-Meloni si candida: "Basta correnti, serve un partito di sinistra"

La chiamata del candidato Bocci fa leggere in controluce il ticket Pensi-Meloni, particolarmente critici con le 'correnti': “Dobbiamo essere tutti quanti insieme. Dobbiamo costruire il futuro del Partito Democratico. Troveremo le condizioni per la coesione, in questo momento non è consentito a nessuno di non lavorare per l'unità”. E pure: “Dobbiamo dare stabilità al Pd. Dobbiamo recuperare energie e competenze”. Poi, il finale strappa-applausi: “Se sarà una bella alba o un triste tramonto per il Partito Democratico dipenderà da noi. La prossima sarà una bella primavera per le democratiche e i democratici dell'Umbria”. E giù scrosciare di mani e firme per la candidatura.

La presidente Marini, per fugare ogni dubbio, dal palco, prima di Bocci, sottolinea “che non esistono operazioni trasformistiche, ma costruzione di prospettiva, perché abbiamo una responsabilità collettiva”. E anche che “chi è alternativo si riconosca nella guida unitaria del partito. E' l'inizio di una strada collegiale, con una dose di innovazione e cambiamento”. Per altre vie: “Questo non è il congresso della conta dei gruppi dirigenti. Dobbiamo ricostruire un popolo e i sentimenti con un popolo. Un popolo che si oppone all'idea di una Italia razzista. C'è un futuro che vogliamo consegnare all'Umbria. E lo dobbiamo fare insieme”. Chiaro il messaggio?

Nota a margine: si fa prima a dire chi non c'era, tra i papabili e gli amministratori. Casuali assenze motivate o appoggi di fatto ad altri nomi? Mistero (neanche troppo buffo). A congresso, Pd dell'Umbria.

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