Congresso Pd Umbria, corsa a segretario regionale: "Bocci è il nostro centravanti, non ci serve un arbitro"

Il candidato schiera i giovani amministratori: "Collegialità e partecipazione". Betti: "Alle amministrative risultati inaspettati, soprattutto a Perugia"

"La delega è: uscire dalla palude, in fretta. Perché o lo si fa in fretta o si affonda. E questo è un lavoro collegiale, molto collegiale". Gianpiero Bocci, candidato alla segreteria regionale del Partito Democratico dell'Umbria, sfidante di Walter Verini, riempie la sede di via Bonazzi di giovani amministratori per la sua corsa al 16 dicembre, giorno delle primarie per il segretario. Il giorno della verità, insomma. 

Dirige Cristian Betti, l'uomo che per il Pd ha tenuto l'amministrazione a Corciano (era anche al Park Hotel il giorno della presentazione della candidatura). Non è un caso. E Bocci si siede a lato, non al centro del tavolo, e parla praticamente per ultimo. E di nuovo non è un caso. E non cerca lo scontro diretto con l'avversario: "Oggi non avete sentito una parola contro - specifica, rivolto ai presenti e ai giornalisti - . Il 16 dicembre è una festa, non una battaglia. Quella ci sarà a maggio dell'anno prossimo". 

VIDEO - Congresso Pd Umbria, i giovani amministratori e Bocci: "Serve un segretario vero"
 

Il riferimento è alle amministrative del 2019, con decine e decine di comuni umbri chiamati alle urne (compresa Perugia, nientemeno). Il nuota o affoga per il Pd, per farla breve. E il candidato dello storico patto la nemica ora amica Catiuscia Marini non la butta sullo scontro elettorale interno: "Se vince Verini o vince Bocci è uguale. Quello che conterà è la partecipazione alle primarie. Il Pd dell'Umbria ha bisogno di ritrovare entusiamo e ricostruire una comunità. Deve uscire dai pochi luoghi e dalle poche stanze che ha per tornare nelle piazze". Stoccata: "Io c'ero alla nascita del Pd. Insieme a Bracco abbiamo dato vita al Pd in Umbria. E questo è un partito inclusivo, che accoglie e non caccia". E anche: "Se supereremo la partecipazione di quando erano tempi di vacche grasse, le 12.600 presenze dell'ultima volta, sarà positivo". Ancora: "Dopo i tanti morti e feriti di questi mesi, dobbiamo ritrovare l'umiltà. Bisogna educare la classe dirigente, non la gente". Meglio: "Serve una classe dirigente, questa classe dirigente che avete ascoltato".

Eccolo, il colpo di teatro. L'ennesimo di questa corsa al congresso. Bocci risponde alla fusione Pensi-Verini con una carica di giovani leve. Consiglieri comunali, sindaci, assessori. Sala piena, nessuno spazio per la vecchia guardia. Eccezion fatta per Donatella Porzi, che con un intervento quasi montessoriano fa i complimenti ai presenti: "Sono profondamente orgogliosa di questi giovani amministratori", dice. E poi la citazione che archivia (forse) la questione dello scontro generazionale: "Le battaglie si vincono con la forza dei giovani e la saggezza dei vecchi". Un puntello, se il messaggio non fosse arrivato chiaro. Questo: "Il mio mandato durerà poco - dice Bocci - Dirò all'assemblea del partito democratico che c'è una nuova classe dirigente". Pausa scenica: "Questa". E visto che punta forte sulla "collegialità", il ticket Betti-Bocci (visivamente già pronto e servito su un piatto d'argento) non è ufficiale: "La distribuzione dei pani e dei pesci è costretta a farla chi fa patti,non noi. C'è stata una adesione spontanea. Ci potranno essere anche più vice, lo stabiliremo insieme". Per l'appunto, "collegialità".

Poi arriva il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, a spezzare il garbo. Lui ci va giù dritto: "Siamo qui per vincere il congresso. Il Pd ha bisogno di un centravanti, non di un arbitro". Sì, ce l'ha con Verini e Pensi: "Io diffido di chi si dichiara per i giovani e poi è vecchio dentro". Ancora: "Se vogliamo vincere nel 2019 (elezioni amministrative) e nel 2020 (elezioni regionali) bisogna segnare, c'è bisogno di un centravanti. Bocci sa unire lo spogliatoio, non lo divide". Conclusione a effetto: "Il 16 dicembre bisogna scegliere il migliore, ma il migliore sta qui".

Betti, altro sostenitore de "il 16 dicembre deve essere considerato la festa di una comunità, quella del Pd", la sintetizza così: "La guida di Gianpiero è un messaggio forte. Il Pd c'è, alle amministrative e alle regionali. Il partito ha la necessità di una guida autorevole". E sulle amministrive dice: "Credo che potremmo fare dei risultati inaspettati, soprattutto a Perugia. La vedo ottimismo, ma c'è molta attenzione al Pd nei territori". Federico Gori, sindaco di Montecchio, aggiunge un particolare: "Gianpiero ha iniziato come noi, per poi arrivare al Governo. Il Partito Democratico deve valorizzare i giovani amministratori se vuole essere credibile". 
 

Un mese esatto e sarà il 16 dicembre. Bocci contro Verini. Il Pd dell'Umbria a congresso. Per il giorno dopo, si vedrà.

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