Martedì, 19 Ottobre 2021
Politica

Congresso Pd, si ritirano i candidati De Rebotti, Presciuti e Torrini: "Arrivismo e carrierismo: non è questo il nostro partito"

Ormai la rottura si può definire totale e numeri alla mano almeno un 1/3 degli iscritti che si sentono rappresentati dai candidati Presciutti, Rebotti e  Alessandro Torrini forse non parteciperanno al congresso

La guerra interna al Partito Democratico dell'Umbria sta provocando una profonda spaccatura per la leadership del maggiore partito di opposizione a Perugia e in Umbria. Ormai la rottura si può definire totale e numeri alla mano almeno un 1/3 degli iscritti che si sentono rappresentati dai candidati Presciutti, Rebotti e  Alessandro Torrini forse non parteciperanno al congresso o lo faranno con l'elmento in testa contro il grande favorito, l'attuale capogruppo regionale Tommaso Bori.

Da questa mattina i tre democratici rivali hanno deciso di rinunciare alla corsa di segretario regionale, già annunciata da una lettera pesantissima nella quale si chiedeve di azzerare tutto e tramite il segretario nazionale Letta lavorare per un candidato unitario e aprire alla società civile il partito. Il candidato Bori, con il suo staff, e i vertici del Pd però non hanno mai risposto alla lettera e quindi si va diritti al congresso regionale. In forte polemica con il gruppo dirigente attuale anche il candidato al congresso provinciale di Perugia del PD, Carlo Elia Schoen, che ha deciso di rinunciare anche lui alla carica di "provinciale" del Pd.

Ma al di là delle dimissioni annunciate - era solo questioni di giorni - sono i toni a dimostrare un partito fortemente diviso, con territori che non si sentono e non si sentiranno rappresentati, dove tira aria di pugno duro invece che di inclusione. Il sindaco di Narci, De Rebotti, molto stimato dagli ambienti di centrosinistra, è stato lapidario: "Annuncio la non partecipazione ad un congresso che, lo ripeto, considero sbagliato politicamente, e illegittimo statutariamente. Non intendo, inoltre, essere in alcun modo corresponsabile di un congresso organizzato totalmente al di fuori delle norme anti covid vigenti e in palese contrasto con il contegno sempre tenuto dal PD durante la pandemia, improntato alla massima prudenza e al principio di precauzione".

Ma tirandosi fuori, seppur tra le righe, spara a zero sulla parte di Pd che appoggia, a questo punto, il candidato unico Tommaso Bori, che però va ricordato è stato anche il più votato alle ultime regionali: De Rebotti parla chiaramente di una maggioranza ancora a logiche di corrente e interessata al potere piuttosto che interessata ad ascoltare la base e a rappresentare le esigenze dei territori:" Desidero ringraziare tutti coloro, e sono tante e tanti, che hanno condiviso questo percorso, a partire dai candidati all’assemblea regionale a mio sostegno che sono stati i primi a chiedermi un disimpegno. Un pezzo di partito importante, fuori dalle logiche di potere, delle correnti che con passione e disinteresse ha chiesto solo ascolto e partecipazione. Quel partito della base e dei territori sempre evocato e mai rispettato. Neanche questa volta".

Più aggressivo il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, anche lui ritiratosi dalla corsa a segretario: "Dopo più di 30 anni di militanza in questo partito, mai mi sarei immaginato di dover assistere ad uno spettacolo così deprimente quanto indegno, al quale ovviamente come preannunciato né io, né tanto meno i candidati a mio sostegno parteciperemo. La politica è una cosa seria, il servizio più alto verso i cittadini e la comunità, quando questa si trasforma in arrivismo, carrierismo sfrenato, voglio comunque e sempre di passare sopra tutto e tutti pur di arrivare ad un obiettivo personale allora, tutto ciò si trasforma in qualcosa di altro che personalmente non mi è mai interessato".

Presciutti chiede ancora a Bori e al Commissario di fermarsi e azzerare tutto per evitare la fine del partito in Umbria. "Avete scelto di rinchiudervi nel vostro fortino coi vostri fedelissimi, ma in un partito, in una comunità democratica tutti hanno il diritto di starci con lealtà non certo con fedeltà e soprattutto ci si sta rispettando le regole ed il libero pensiero di tutti. Già perché la ciliegina sulla torta di questa brutta pagina di storia del nostro partito è stato il silenzio di troppi di fronte ai tentativi di trovare una soluzione unitaria, che lo ribadisco c’era ed ancora c’è, basta solo volerla !! Per questo vi dico ancora una volta fermatevi !!! Siete ancora in tempo". Difficilmente le richieste di Presciutti saranno accettate e ne è consapevole anche lui tanto da ribadire che farà la sua battaglia interna da fine aprile iscrivendosi regolarmente. 

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