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Congresso Pd Perugia - Parlavecchio troppo autonomo per la conferma: "Faccio un passo indietro"

"Non c'era un'ampia convergenza sul mio nome. E così non ho voluto dividere il partito": ha detto Parlavecchio ai delegati. Dalle 16 si sta votando per scegliere uno tra Giacopetti e Chianella

La stagione dei congressi nel Partito Democratico dell'Umbria è notoriamente lunga e tempestosa. E così dopo una votazione per il provinciale (tra un ricorso e l'altro ha vinto Dante Rossi) e le primariette per scremare da quattro a tre i candidati alla carica di segretario nazionale (Renzi, Civati e Cuperlo), dalle 16 del 23 novembre si vota al Park Hotel di Ponte San Giovanni per scegliere il futuro segretario comunale di Perugia che avrà un ruolo importante - ma non fondamentale - per la ricandidatura di Boccali e l'accordo con la futura coalizione.

Fino a ieri sera c'era un solo candidato: il cuperliano di ferro (gradito al segretario Bottini e ai giovani turchi a guida Marini) Giacopetti. Ma questa mattina si è rimaterializzato l'asse renziani-popolari-cuperliani moderati che ha messo in corsa Antonello Chianella, già candidato alla segreteria provinciale arrivato però terzo. 

Ma la prima parte del congresso è stata tutta dedicata alla relazione del segretario uscente Franco Parlavecchio. Per lui alcuni militanti  in lacrime e grandi applausi. Parlavecchio è stato il segretario più libero dalle correnti e dalle ideologie mai eletto nel Pd. La sua eredità politica è stata chiara: "La gente ritorna a votare Pd se si raggiungono risultati e si danno delle risposte concrete ai cittadini. Basta ragionare con i pregiudizi ideologici che fanno fare scelte non utili alle famiglie, ai singoli e al mondo del lavoro perugino".

Non a caso è stato proprio Franco Parlavecchio il segretario che ha sdoganato l'argomento sicurezza proponendo un centro espulsione a Perugia per cacciare quella che ora il sindaco Boccali definisce "gentaglia". Troppo libero per essere ricandidato a pochi mesi dalle elezioni amministrative 2014. "Non ho chiesto una conferma - ha spiegato Parlavecchio - perchè sul mio nome purtroppo non c'era una condivisione importante. Io non spacco il Pd e non voglio vincere con 10 o 20 voti di scarto. perciò ho fatto un passo indietro".   

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