Congresso Pd Umbria, De Rebotti: "Rischiamo di essere l'assicurazione sulla vita di questo centrodestra"

Il sindaco di Narni, candidato alla segreteria regionale: "Regole pietra angolare della comunità"

"Il tema delle regole e il rispetto delle regole sono pietre angolari della comunità". Francesco De Rebotti, sindaco di Narni e candidato alla segreteria regionale, apre la campagna elettorale per il congresso del Pd Umbria: "Io voglio tutti sulla stessa linea di partenza, le regole vengono vissute come cavilli che interrompono le marce trionfali". Martella sulla comunità politica, sulla ricostruzione e sull'apertura. E si domanda, forse retorico: "Che fretta c'è di 'prendersi il partito?'". 

Nella giornata del 2 ottobre, mentre Tommaso Bori presentava la sua candidatura, ha presentato un ricorso contro la candidatura del capogruppo in consiglio regionale agli organismi di garanzia di partito. Ma, aggiunge, "se qualcuno non ha rispettato le regole io faccio un passo indietro insieme a lui". Detto in altri termini: "E' un congresso che fatto così non mi piace. Prendiamoci il tempo per tessere una trama per ricostruire la comunità, una nuova visione dell'Umbria. Rischiamo di non parlare alla nostra regione, in un momento come questo fare un congresso così ci fa apparire degli alieni. Non riusciamo ad essere aderenti alla realtà. Stiamo perdendo un'occasione per la comunità regionale". 

E ancora: "Se qualcuno dice che mi gioco una partita personale si sbaglia: c'è solo generosità e disponibilità a ricucire, ricostruire. C'è una volontà forte - sottolinea De Rebotti - di mettere a disposizione di tutti il meglio di questa comunità politica. Pluralismo, partecipazione attiva e un ultimo gesto d'affetto per la mia comunità. Chi, come me, è stato messo in periferia per aver espresso un parere diverso, sa che dobbiamo tornare al Pd del 2007". 

De Rebotti parte da lontano - Perugia, elezioni comunali 2014, dove si è consumata una 'tragedia politica che ha dato il via alla degenerazione' - e passa in rassegna lo scandalo sanità, le elezioni perse e la disfatta alle regionali. Cerca di esorcizzare un "partito dove chi non la pensa come te è un nemico, un pericolo". Ancora il sindaco di Narni, non più presidente dell'Anci Umbria: "Io non ho nemici, al limite ho avversari: so dove stanno, si chiamano centrodestra". Nel dubbio che il messaggio non sia chiaro, aggiunge: "Rischiamo di essere l'assicurazione sulla vita di questo centrodestra". Perché "l'uomo solo al comando non ci serve, ci serve un gruppo dirigente orizzontale, coeso e generoso, che sarà utile anche ai giovani consiglieri regionali. Al partito nazionale non servono vice re in Umbria. Io non vado dicendo che sono il candidato di Zingaretti in Umbria". Non lo nomina mai, ma il destinatario è chiarissimo. I consiglieri regionali e i sindaci, rincara De Rebotti, "avrebbero bisogno di un partito accanto, non di essere il partito". E anche: "Le nostre energie giovani in consiglio regionali hanno bisogno di crescere, i Berlinguer non rinascono, specie in Umbria". 

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