Comune Perugia, tagliare Imu e Tari ai tempi del Covid? Difficile, i fondi del Governo non sufficienti. Lo dicono i dirigenti

Lo scontro tra maggioranza e minoranza in commissioni dopo la presentazione dell'ordine del giorno su un imponente taglio di imposte. Ecco cosa dicono i dirigenti: burocrazia, dubbi, conti che non tornano e normative conflittuali

L'opposizione di centrosinistra, dal Comune di Perugia alla Regione, tutti i giorni lancia proposte per tagliare tasse, implementare servizi welfare e di sostegno economico ai tempi del Covid. In alcune circostanze ci sono le coperture, in altre gli enti locali hanno già avviato il piano, per altre proposte scatta la polemica per la difficoltà ad applicarle perchè non c'è chiarezza o soldi per i rimborsi da parte del Governo nazionale. C'è grande differenza, di bilancio, tra chi amministra e chi deve vigilare e proporre sui banchi dell'opposizione.

Ma la verità "politica" dove sta? Purtroppo nei conti che devono elaborare i dirigenti e funzionari. Prendiamo ad esempio lo scontro che si sta consumando a Palazzo dei Priori: il Pd e i civici hanno presentato un piano per il taglio delle tasse forte: eliminare Tosap e Tari per il periodo di chiusura delle attività, attingendo anche dalle risorse aggiuntive (3 miliardi per gli enti locali) impegnate dal Governo; prevedere una riduzione delle imposte comunali per almeno il 2020. Ma è fattibile oppure no? I soldi stanziati per Perugia dal Governo sono sufficienti? Domande alle quali, dati alla mano, hanno risposto, non tanto i politici della Giunta Romizi ma i dirigenti.

La loro voce è emersa direttamente in commissione dove è stato respinto l'ordine del giorno delle opposizioni sul Covid. Superato il discorso Tosap - per i locali - dato che il decreto cosiddetto “rilancio”  ha sancito, come noto, l’esenzione da maggio a ottobre per alcune attività. Restano complesse le situazioni su tari, visto che eventuali esenzioni, allo stato della normativa, comporterebbero l’obbligo di “spalmare” i mancati incassi sugli altri contribuenti stante il principio secondo cui la tariffa deve coprire tutti i costi del servizio.

E su l’Imu gli intendimenti definiti che verranno assunti dal Governo nazionale. Il dirigente comunale Mirko Rosi Bonci ha rimarcato come resta complicato invece ipotizzare un’ulteriore esenzione per il periodo di marzo ed aprile, non essendo stato inserito nel corpo del decreto rilancio che è atto di stretta interpretazione. In relazione alla Tari, Rosi Bonci ha ammesso che "vi è sulla materia una delibera di Arera che parrebbe favorire l’esenzione per il periodo di chiusura delle aziende; tuttavia tale provvedimento dell’autorità appare non in linea con la normativa vigente né, tantomeno, supportato dall’introduzione di un fondo di ristoro per le mancate entrate dei Comuni".

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Il fondo Tosap, secondo le analisi del dirigente responsabile degli uffici finanziari Dante De Paolis, contiene risorse compensative dei mancati introiti e non certo aggiuntive: "Peraltro si tratta di risorse che appaiono inferiori rispetto alle effettive perdite che il Comune di Perugia farà registrare". Quanto alla questione Tari, De Paolis segnala che il meccanismo di calcolo dei costi e delle tariffe previsto nella deliberazione di Arera (volta a favorire l’esenzione per le attività nei periodi di chiusura) ha sollevato molteplici perplessità a causa di alcuni disallineamenti rispetto alla normativa vigente. Ciò rende impossibile determinare se e quali potranno essere in concreto le riduzioni. Infine sull’imposta di soggiorno il dirigente segnala che il fondo stanziato dal Governo per
il ristoro dei mancati incassi previsti per il Comune di Perugia in ragione delle esenzioni introdotte sarà di molto inferiore al bisogno (157mila euro a fronte di 300mila euro necessari).La coperta dunque è cortissima. Fondamentale sarà l'intervento del Governo nazionale per attuare quei piani di sgravi fiscali di cui, senza dubbio, ce ne è bisogno ma il rischio ad oggi è far saltare le casse del Comune. 

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