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Comune, scontro Rosetti-Camicia sui gettoni di presenza in commissione

Il consigliere di maggioranza scrive alla Corte dei Conti e al dirigente: "Non datele i 116 euro del gettone". L'esponente del Movimento 5Stelle: "Pensi alla città invece di cercare notorietà, ha fondato un mono-gruppo e ha assunto la cognata"

Acque agitate a Palazzo dei Priori. E' di nuovo scontro in consiglio comunale tra Carmine Camicia e Cristina Rosetti. La questione è sempre quella dei gettoni di presenza. Era già successo in passato e adesso è tornata. Stavolta ad aprire il fuoco è l'esponente di maggioranza. E lo fa con una lettera alla Corte dei Conti, al presidente del consiglio comunale e alla dirigente del Comune di Perugia.

Scrive Camicia: “Mentre Zero Zero 7 ha la licenza di uccidere, il movimento 5 Stelle ha la licenza di incassare il gettone di presenza di 116 euro senza comprovare l'effettiva permanenza ai lavori della Commissione. Lo scrivente stamani ha inviato una nota alla dirigente e alla Corte dei Conti affinché non si paghi alla Consigliera Rosetti il suddetto importo, poiché le regole dovrebbero essere per tutti uguale e la Rosetti non può essere un'eccezione. Questo è il vero volto del Movimento 5 Stelle, parlare bene e razzolare male”. La lettera in questione è questa e la riportiamo integralmente: “Chiarissima Dottoressa Cesarini, dopo avere effettuato una richiesta di accesso atti, prendo visione stamani che nei lavori della terza commissione del 20/10/2016, la Consigliere Comunale Rosetti Cristina, ha apposto la firma sul foglio di presenza, senza indicare l'entrata e neanche l'uscita. Nel ritenere, abbastanza anomalo, il suddetto comportamento, in quanto chi è addetto al pagamento del gettone di presenza di euro 116,00 avrà difficoltà a liquidare la suddetta somma, alla Consigliere Rosetti, poiché dalla firma non si può calcolare la presenza reale della Consigliere, che potrebbe essere di un solo minuto come di un'ora, oppure addirittura, dopo la firma potrebbe  anche essersi allontanata, per sopraggiunti impegni imprevisti. Si ricorda che la Consigliere è sempre molto precisa, tanto è vero che in allegato vi è la sua partecipazione ai lavori della II commissione consiliare del 28/10/2016 nella quale  la consigliere Rosetti è stata presente dalle ore 10,45 alle ore 11,30 cioè 45 minuti che gli hanno consentito legittimamente di guadagnare 116,00 euro con una media di quasi euro 2,60 al minuto.
Per quando sopra, si chiede alla signoria vostra in autotutela, di non far effettuare il pagamento alla Consigliere Rosetti, dell'importo di euro 116,00 inerente  alla partecipazione ai lavori della commissione del giorno 20/10/2016, in quanto non sarebbe possibile quantificare, come da prospetto, neanche un minimo di presenza della stessa”.

Passa qualche ora e arriva la risposta di Cristina Rosetti: “Il Consigliere Camicia si impegni per la città di Perugia, invece di attaccare il M5S, nella speranza che ciò gli porti un po’ di notorietà; quella notorietà, che in oltre 15 anni di consiliature, sembra non avere acquisito visto il pugno di preferenze prese alle ultime elezioni (non dovrebbe aver raggiunto i 300 voti!). E’ compito della Segreteria del Consiglio Comunale certificare la presenza e l’assenza dei consiglieri alle sedute di consigli e commissioni; e non potrebbe essere altrimenti, visto che è norma di garanzia del corretto operato dell’Amministrazione. L’operato e l’impegno del M5S all’interno dell’Istituzione comunale è nota a tutti e quanto afferma il Consigliere Camicia è a dir poco risibile. Il Consigliere Camicia si arrampica sugli specchi, evidentemente, non ha gradito la denuncia del Movimento 5 Stelle sulla permanenza dello stesso in una recente commissione per soli 16 minuti e reagisce in maniera scomposta, senza ovviamente centrare alcun obiettivo. Alle due ultime conferenze capigruppo ha infatti insultato ripetutamente il Capogruppo del M5S per avere osato pubblicare il foglio firme/verbale di presenza della nota commissione, in cui si certificava la presenza dello stesso per 16 minuti. Secondo il Consigliere Camicia sarebbero stati rubati dati “altamente sensibili”. Ma sensibili per chi? Certamente non per il Codice della Privacy…stante che il foglio firme/presenze è un atto pubblico. Perché il Consigliere Camicia non spende un po’ del suo tempo a spiegare invece ai cittadini come mai a poca distanza dalle elezioni comunali, dopo essersi candidato con Forza Italia, cambia casacca, costituisce un suo gruppo consiliare, con una forza politica che alle elezioni non aveva partecipato, e determina così un aggravio di costi a carico del Comune, visto che ogni gruppo consiliare ha diritto ad un ufficio e attrezzature proprie e anche i gruppi monoconsiliari come il suo hanno diritto a due unità di personale part-time o ad una full time? E perché, già che c’è, non spiega ai cittadini come mai, a differenza del M5S, che ha effettuato una selezione sulla base delle competenze e del merito per le assunzioni dei propri assistenti, scegliendo due persone “sconosciute” e alle quali non è stato nemmeno chiesto cosa votassero alle elezioni, il Consigliere Camicia decide di chiedere l’assunzione della propria cognata?”.

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