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"A Perugia tasse alle stelle, bugie e mistificazioni: Romizi promette ma non mantiene"

Il Pd si scaglia contro sindaco e giunta: "Sono in campagna elettorale permanente. E la Tasi l'ha tagliata Renzi, non loro"

Praticamente è un luogo comune e recita così: “Nella vita ci sono due cose certe: la morte e le tasse”. Paternità della citazione a parte, il Pd di Perugia prende la seconda – le tasse – e si scaglia contro il sindaco Andrea Romizi e la sua giunta. E per l’occasione lo fa in blocco, con tutti i consiglieri in Comune che ha a disposizione. Il tema è questo: Andrea promette ma non toglie nulla.

Incipit: “A quanto pare, dopo aver speso un’intera campagna elettorale promettendo di abbassare le tasse ai perugini, l’unico modo in cui Romizi riesce a mantenere la sua parola è grazie al Governo Renzi: in questi giorni i cittadini di Perugia hanno pagato per l’ultima volta la Tasi che, al contrario di quanto scritto nel loro programma di governo, la Giunta Romizi ha fissato ai massimi consentiti per legge”. Il collettivo democrat prosegue: “Non è stata questa l’unica promessa elettorale sulle imposte locali tradita nei fatti da parte di Romizi. Nel programma elettorale prometteva tagli a tutte le imposte: integrale abolizione dell’imposta di soggiorno e della Tosap, diminuzione della Tari e dell’Irpef. Inutile ribadire che nessuna di queste promesse è stata mantenuta perché, in realtà, erano solo un escamotage per ottenere qualche voto in più”.

E già che ci sono, i previdenti consiglieri del Pd anticipano risposte, obbiezioni e rimbrotti. E lo fanno così: “Sicuramente i riottosi difensori d’ufficio dell’attuale amministrazione  - snocciolano Tommaso Bori, Sarah Bistocchi, Diego Mencaroni, Leonardo Miccioni e Alessandra Vezzosi - saranno già pronti, armi in pugno, a versare fiumi d’inchiostro a difesa delle scelte del centrodestra cittadino e ad un attacco alla passata gestione colpevole di tutti i mali della nostra città, ma la situazione dei bilanci di tutti gli enti locali, martoriati negli ultimi 15 anni dai continui tagli applicati dai governi di centrodestra, non sarà di certo sfuggita al sindaco e alla maggior parte di assessori e consiglieri che in questo periodo hanno ricoperto incarichi amministrativi e dirigenziali. Molti, primo su tutti il sindaco, hanno votato e, ci auguriamo, letto non uno, ma ventidue bilanci del Comune di Perugia senza mai prendere una posizione sul tema se non nelle retoriche dichiarazioni di rito”.

Bilanci che, a detta del Pd, “ora strumentalizzano mistificando i dati e la realtà. Ma quando scrivevano il loro programma elettorale, quando venivano fatti infuocati comizi sulle tasse, quando venivano votate in consiglio comunale le linee guida inerenti a questo mandato amministrativo conoscevano benissimo la situazione economica dell’ente”.
In conclusione, la morale della favola democratica di bilanci e tasse: “Ci si aspetterebbe da sindaco e giunta un maggior senso istituzionale, una concreta responsabilità di governo, invece di mettere in scena una continua e costante campagna elettorale permanente”.

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