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Comune di Perugia, 61 milioni di mutui fatti slittare al 2044. E' guerra sui debiti

Approvata la rinegoziazione, scoppia la bagarre. La maggioranza: "Colpa delle passate amministrazioni". La Giunta: "Pagheremo sempre la stessa cifra". L'opposizione: "Costi spaventosi, saranno 210 milioni"

Rinegoziazione, si può fare. La nuova data per la scadenza dei prestiti al Comune di Perugia è quella del 31 dicembre 2044. Il consiglio comunale ha approvato, con 19 voti a favore e 7 contrari, la pratica per la rinegoziazione dei mutui cassa depositi e prestiti per l’anno 2015. Nel dettaglio della preconsiliare, scrivono da Palazzo dei Priori, va riferito che il debito residuo del Comune di Perugia che può essere rinegoziato è pari a  61 milioni e 862.367,81 euro (al primo gennaio 2015). Pari, cioè, a 636 mutui.

La rinegoziazione porterà il Comune a “risparmiare” circa due milioni e 766.000 euro. Somma costituita in parte dalla quota capitale di giugno 2015 che non dovrà essere corrisposta, ed in parte dall’allungamento del debito, che alleggerisce la quota capitale di ciascun anno e negli anni successivi, ai tassi vigenti, con un’economia in conto rata complessiva di circa 2.348.000 euro, a decrescere fino alla scadenza naturale del debito prima rinegoziazione.
Nel merito, per l’anno 2015, spiega ancora l’amministrazione Romizi, il provvedimento si è reso necessario perché, come noto, la casse del Comune sono in uno stato di difficoltà (per dirla in maniera “leggera”), legato principalmente all’ingente anticipazione di tesoreria, con conseguente forte incidenza degli interessi passivi. Quindi la rinegoziazione determinerà sia effetti in termini di maggiore liquidità che in termini di risparmio generale, ingenerando un beneficio ai fini della predisposizione del bilancio di previsione 2015.

In una parola: ossigeno. Per le casse terremotate di Palazzo dei Priori e per la giunta Romizi. L’opposizione ha contestato aspramente la scelta del Comune, ritenendo che andare a rinegoziare mutui (in alcuni casi con scadenza al 2019) fino al 2044 determinerà un impatto importante sulle future generazioni ingenerando interessi “spaventosi”. Tutto ciò con la sola finalità di risparmiare somme limitate nell’immediato per chiudere il bilancio di previsione 2015. La minoranza ha quindi chiesto di conoscere nel dettaglio quale sarà il peso complessivo dell’operazione, dal momento che, da calcoli effettuati da esperti della materia, emergerebbe, rispetto ai 61 milioni circa rinegoziati, un costo finale per il Comune fino al 2044 di circa 210 milioni di euro. L’opposizione ha, infatti, evidenziato che un allungamento dei mutui comporterà, necessariamente, la corresponsione di interessi maggiori, vanificando qualunque beneficio immediato per l’Ente.

La maggioranza, al contrario, ha riferito che i mutui oggetto di rinegoziazione sono stati stipulati dalle precedenti amministrazioni, contribuendo ad indebitare notevolmente il Comune. Peraltro proprio le Giunte del passato hanno già fatto più volte ricorso alla rinegoziazione (nel 1996, nel 2005 ed ancora nel 2007) nei periodi di difficoltà. Inoltre proprio in questi giorni la Provincia di Perugia, guidata da un’Amministrazione di stampo politico completamente opposto a quello del Comune, sta provvedendo a varare la medesima operazione. A nessuno, è stato chiarito dalla maggioranza, “fa piacere dover allungare la durata dei prestiti, ma evidentemente questa rappresenta l’unica scelta possibile in un momento difficile come è quello attuale. La verità, secondo la maggioranza, è che l’indebitamento del Comune è frutto di investimenti sbagliati operati dalle precedenti amministrazioni che hanno ingenerato in seno   al bilancio dell’Ente un “buco” importante.

In ogni caso alcuni rappresentanti della maggioranza hanno invitato la Giunta a dar corso, per ripianare le casse del Comune, ad una reale spending review, tagliando gli sprechi, rivedendo la spesa, valorizzando il patrimonio ed effettuando uno screening delle entrate  per scoprire quali contribuenti non paghino.  C’è anche chi ha proposto di verificare se sia possibile “svincolare” il Comune dalla Cassa   Depositi e Prestiti, tenuto conto degli alti interessi applicati dalla stessa rispetto ad altri Istituti bancari. A quest’ultima valutazione, è stato risposto, in seno alla maggioranza, che l’operazione varata dalla Cassa Depositi e Prestiti non può, certamente, essere stata ammessa senza un preventivo controllo ad opera della magistratura contabile. A margine del discorso la Giunta ha voluto chiarire alcuni aspetti.
Circa il passato, è stato confermato che anche precedenti Giunte hanno dato corso a delle rinegoziazioni, trattandosi di una prassi normale, cui si ricorre, solo se vi è autorizzazione di   legge, quando emergono debiti ingenti e vi sono criticità importanti, nonché una conclamata situazione d’emergenza.  In merito all’impatto futuro, la Giunta ha ribadito che questa operazione richiede, quale condizione essenziale per accedere alla rinegoziazione, l’equivalenza finanziaria; ciò significa che, fino alla nuova scadenza (2044), il Comune dovrà sostanzialmente pagare la stressa somma che avrebbe dovuto sostenere alla scadenza naturale dei mutui. Chi dice il vero? Ai numeri del 2044 l’ardua sentenza.

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