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Il capogruppo Cristina Rosetti

Il capogruppo Cristina Rosetti

Il Movimento 5 Stelle analizza lo stipendio dei dirigenti: ecco perchè è così alto a Perugia

Cristina Rosetti, capogruppo del M5S al Comune di Perugia, ha fatto i conti in tasca ai dirigenti di Palazzo dei Priori. "Lo stipendio lievita per scelte sbagliate della passata e dell'attuale amministrazione"

Il Comune di Perugia ha più dirigenti della media di comuni simili per demografia. Attualmente sono ventinove e i loro stipendi lordi vanno dai 70.000 euro agli oltre 120.000 euro. La denuncia porta la firma del capogruppo del Movimento 5 Stelle a Perugia, Cristina Rosetti, che ha voluto vederci chiaro sulla composizione di questi stipendi. 

"Alla retribuzione base - ha affermato l'esponente di opposizione - di oltre 40mila euro euro si aggiunge il trattamento accessorio. Ed è proprio qui che casca l’asino! Il Comune di Perugia ha infatti scelto nel passato e continua a farlo nel presente di privilegiare la retribuzione di posizione (legata alla complessità organizzativa e alle responsabilità gestionali), che viene corrisposta in misura fissa e che va di fatto a raddoppiare lo stipendio (anzi spesso è più dello stipendio base) rispetto all’indennità di risultato ovvero quella legata al grado di raggiungimento degli obiettivi assegnati e alla valutazione della performance individuale del dirigente e che rappresenta importi talvolta risibili rispetto al complessivo della retribuzione e che dagli ultimi dati non supera la media dei 3000-3500 euro".

Il Movimento 5 Stelle denuncia anche la scarsa trasparenza sulla produttività e sugli obiettivi assegnati ai dirigenti: "Di trasparenza poi neppure a parlarne, non c’è traccia infatti sul sito del Comune di Perugia, nonostante sia un obbligo di legge, peraltro sanzionato, dell’ultimo contratto integrativo decentrato del 2001, della relazione tecnico-finanziaria e di quella illustrativa, che dovrebbe evidenziare gli effetti positivi attesi dall’amministrazione in termini di produttività e di efficienza dei servizi erogati, anche in considerazione delle richieste dei cittadini. 

"E men che meno vi è traccia degli obiettivi assegnati ai dirigenti. Sempre secondo quella logica atavica del meno si sa e meglio è – conclude Rosetti - ovviamente per chi detiene il potere, non certo per i cittadini. E, quindi, per l’ennesima volta, vista l’inerzia della Giunta Romizi, che le mani non vuole proprio sporcarsele, il M5S - attento al bene comune non ai voti di domani – avanza la sua proposta: cambiare radicalmente logica e portare il riparto del fondo “premi”, per il 70% come retribuzione di risultato ovvero raggiungimento degli obiettivi e performance del singolo dirigente, e per il 30% alla retribuzione di posizione. Sarà barricata bipartisan? Sono aperte le scommesse”.

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