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Comunali, Gino Puletti (Progetto Perugia): "Un piano per il decoro e valorizzazione dei centi storici e vie"

Intervista con appello al voto dell'architetto Gino Puletti, di Progetto Perugia la lista civica più votata nel 2019 dei partiti di centrodestra.
1) Il tema della transizione ecologica è centrale anche a Perugia: quali sono gli interventi pratici da
adottare nella prossima legislatura economica? 

La “transizione ecologica”, che potremmo anche chiamare conversione ecologica, è il tema del futuro, è la nuova rivoluzione nella quale già stiamo muovendo i primi passi lasciando alle spalle quella industriale. E non sappiamo quanto durerà, un secolo, due, forse più, ma la cosa certa è che già è iniziata. Dovremo adottare nuovi stili di vita, un nuovo modo di produrre e di coltivare, nuovi modelli di sviluppo, secondo una lettura di “ecologia integrale” che dovrà tenere presenti in maniera interconnessa gli aspetti ambientali, economici e sociali. Chi ha responsabilità di governo deve necessariamente mettere in campo strategie e progetti secondo questa visione integrale, perché tutto è connesso e tutto è in relazione, ponendo al centro di ogni politica il tema della sostenibilità, cioè la sua “durabilità”.

Noi di Progetto Perugia riteniamo che un capoluogo di regione, anche se di piccole dimensioni rispetto ad altre grandi città, non debba farsi trovare impreparato per dover poi rincorrere gli eventi. Sarà necessario quindi organizzare l’apparato decisionale operativo dell’amministrazione comunale mettendo in connessione i vari assessorati e dirigenze apicali, con assiduità di confronto, condivisione e verifica di tutte le strategie dall’ambito urbanistico, economico, sociale, culturale, ambientale fino a quello della mobilità e del turismo, per una lettura univoca e coordinata del governo della città, secondo quell’approccio di ecologia integrale che si diceva. Ma ampliare anche le relazioni e collaborazioni continuative con il mondo scientifico, le università, le accademie, le associazioni di categoria, la rete delle associazioni del terzo settore, perché i progetti siano contraddistinti da grande qualità e spirito di concretezza, condivisi con la cittadinanza , e con lo sguardo rivolto al futuro delle prossime generazioni. Questo è l’approccio di base, grazie al quale nessuna sfida sarà impossibile.

2) Dalla sua ampia esperienza da architetto a Perugia non le sembra giunto il momento di un piano di decoro e riqualificazione delle periferie della città? 
Il centro storico dell’acropoli come quelli di ognuno dei borghi storici minori, sono la nostra ricchezza identitaria, la nostra storia, il nostro vissuto, un patrimonio culturale che rende unica la nostra terra. Sicuramente dobbiamo sempre più preservarlo e valorizzarlo. Un piano quindi del decoro che riguardi i centri storici penso sia una iniziativa molto saggia, da comporre di concerto con gli enti statali che sovrintendono agli aspetti storici ed artistici, con gli ordini professionali, con le associazioni di categoria e le associazioni culturali del territorio. Avere cura delle pavimentazioni di piazze, vie e vicoli, come delle facciate dei palazzi o il mantenimento di giardini e delle aree verdi di pregio, secondo criteri coerenti con la tradizione e mediante l’impiego di materiali e colorazioni rispettosi dei luoghi e della loro storia, garantirà la conservazione corretta e decorosa della nostra acropoli e dei nostri borghi storici, esaltandone quel fascino e quelle peculiarità per i quali la nostra terra è sempre più famosa ed apprezzate in tutto il mondo.

3) Lei si sta battendo per il recupero dello storico lanificio di Ponte Felcino ma per farne cosa al servizio della città? 
Come ebbi a dire in una recente intervista il complesso dell’“Ex Lanificio di Ponte Felcino” rappresenta la prima industria dell’Umbria, costruito nel 1859, ed oltre a rivestire un grande interesse di archeologia industriale ha delle potenzialità non indifferenti, per la sua ubicazione nelle vicinanze dell’arteria stradale E45, presso la ferrovia della ex FCU, adiacente al fiume Tevere, alle porte della città di Perugia; è comunque un complesso immobiliare di grandi dimensioni, quindi impegnativo sotto il profilo economico per ogni tipo di investimento. Fermo restando il fatto che la politica, sono convinto, debba saper creare i giusti presupposti perché poi l’imprenditoria, con le sue capacità, conoscenze e dinamicità, possa attuare con lungimiranza progetti sostenibili, mi piacerebbe che possa essere un luogo privilegiato per l’incontro tra il mondo della ricerca e l’imprenditoria, tra il sapere della scienza applicato alla tecnologia ed il mestiere degli artigiani moderni e contemporanei, in poche parole connubio tra l’innovazione e quella cultura artigiana e produttiva che pone le sue radici nella tradizione. Per il bene dei nostri giovani, per il benessere, la tranquillità sociale e la prosperità del nostro territorio. E’ il mio sogno, è il sogno di tanti amici e concittadini. Sono sicuro che l’impegno, la costanza, il confronto, le relazioni, le collaborazioni, sapranno tradurre anche questo sogno in realtà.

4) Lei è consigliere uscente con Progetto Perugia: perché i cittadini devono scegliere lei nel segreto delle urne?
Sinceramente promuovere me stesso mi mette un po’ a disagio. Ma posso dire che amo la mia città e la sua gente, e quando si ama non ci si risparmia. Sono pronto e desideroso di collaborare ai grandi e piccoli progetti per Perugia e per il suo territorio, guardando lontano con spirito di concretezza, come ho già fatto nei cinque anni proecedenti, per continuare ad essere un ponte tra i cittadini e l’amministrazione, un ponte verso il futuro.

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