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"Avevamo ragione noi: la commissione sui rifiuti va istituita": Lega esulta dopo decisione uffici regionali

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento della Lega Nord che grida vittoria sulla commissione di inchiesta sui rifiuti approvata dagli uffici regionali dopo la richiesta ufficiale fatta dalla Presidente Marini e dal capogruppo del Pd Giacomo Leonelli

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento della Lega Nord che grida vittoria sulla commissione di inchiesta sui rifiuti approvata dagli uffici regionali dopo la richiesta ufficiale fatta dalla Presidente Marini e dal capogruppo del Pd Giacomo Leonelli.

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di Emanuele Fiorini e Valerio Mancini* consiglieri regionali Lega Nord Umbria

L'Ufficio legislativo regionale, tanto invocato dal duo Marini-Leonelli per salvare la faccia al Partito Democratico, ha spazzato via le insussistenti motivazioni che la stessa maggioranza aveva prepotentemente esibito in sede di Consiglio riguardo la costituzione di una Commissione d'inchiesta regionale sui rifiuti.

Dopo la chiara presa di posizione degli uffici la maggioranza non ha più scuse. Il documento sventa il tentativo di insabbiamento messo in atto dal Pd che cerca in tutti i modi di spostare l'attenzione dalla fallimentare gestione del “sistema rifiuti” in Umbria, certificato dai numerosi filoni di inchiesta emersi prepotentemente nell'ultimo periodo. Le interdittive antimafia che hanno colpito Gesenu, Gest ed Ecoimpianti, per quanto gravi e senza precedenti, sono solo la  punta dell'iceberg del problema rifiuti in Umbria cosi come abbiamo descritto nelle premesse alla base della richiesta di costituzione della Commissione. 

Premesse che, nonostante il tentativo del segretario del Pd, Leonelli, di eliminarle, sono state riconosciute, nel documento redatto dall'Ufficio Legislativo della Regione, come “parte integrante della richiesta stessa e ne rappresentano la motivazione (..) pertanto non sono oggetto di autonoma votazione ed approvazione da parte dell'Assemblea, la quale si limita a deliberare in merito all'oggetto”.

Il documento, tra l'altro, certifica che il Consiglio regionale può modificare l'oggetto solo con il consenso di tutti i proponenti. Messa a tacere anche la Marini che si preoccupava della sovrapposizione di competenze della Commissione regionale di inchiesta con i poteri della Magistratura o del Prefetto. La Marini, qualche settimana fa, ci aveva invitato a leggere il regolamento del Consiglio Regionale. Sulla base del parere redatto dagli Uffici, crediamo sia la Marini a doversi studiare bene il regolamento. 

Come Lega Nord abbiamo chiesto ufficialmente, che l'istituzione della Commissione venga discussa nel Consiglio regionale di domani, martedì 24 novembre, senza ulteriori ingiustificati e strumentali ritardi. Il documento smentisce di fatto la presidente Catiuscia Marini e il capogruppo Giacomo Leonelli che si preoccupavano di “insabbiare” maldestramente  l'istituzione della Commissione, nascondendosi dietro a problemi tecnici-procedurali. L'unico vincolo posto per la costituzione della Commissione è che sussista un “interesse regionale”. Ma su tale considerazione non crediamo 
esistano dubbi. 

Nel merito, il documento da torto a Leonelli su tutta la linea stabilendo che:

1) La costituzione della Commissione in base a statuto e regolamento è automatica, in particolare “in ogni caso è istituita una commissione d'inchiesta allorché un terzo dei consiglieri ne presenti richiesta motivata all'Ufficio di Presidenza (..) la Commissione, pertanto, deve essere istituita”.

2) L'Assemblea non può modificare oggetto, premesse e quesiti della richiesta senza il consenso dei proponenti e, contrariamente a quanto sostenuto dalla Marini, nessuno dei quesiti sui quali i proponenti chiedono alla Commissione di esprimersi, può essere escluso.

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