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Comitati contro la Regione: "ecco la verità sul piano dei rifiuti modificato"

Riceviamo e pubblichiamo l'analisi-intervento delle associazioni e comitati civici dell'Umbria che si occupano di smaltimento di rifiuti e puntano tutto sulla strategia rifiuti zero

Riceviamo e pubblichiamo l'analisi-intervento delle associazioni e comitati civici dell'Umbria che si occupano di smaltimento di rifiuti e puntano tutto sulla strategia rifiuti zero. Il super-comitato dice la sua sull'adeguamento del piano regionale dei rifiuti recentemente modificato dalla Regione.

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di RifiutizeroinUmbria

Mentre la Giunta Regionale umbra pubblicizza le “virtù” dell'adeguamento del piano regionale rifiuti rileviamo che:
 
1.    Dopo 5 anni gli obiettivi del piano regionale rifiuti adottato nel 2009 non sono stati raggiunti né in termini di riduzione rifiuti, né di livelli di raccolta differenziata, né di applicazione della tariffa puntuale, né di incenerimento. La Giunta regionale ha invece adottato l’unica soluzione non prevista dal piano e cioè l’ampliamento di tre delle sei discariche umbre.

2.    Nonostante l’evidente fallimento, la Giunta Regionale non ha esitato a commissionare l’adeguamento del piano regionale gestione rifiuti alla stessa azienda che aveva stilato il precedente piano.

3.    La soluzione indicata nell’adeguamento è la trasformazione dei rifiuti in CSS (Combustibile Solido Secondario) da bruciare fuori regione.

4.    Ancora una volta non viene minimamente presa in considerazione la strategia Rifiuti Zero, che è l'unica opzione che determinerebbe l'abbandono delle discariche, di qualsiasi forma di combustione dei rifiuti e il pressoché totale recupero di materia con evidenti vantaggi ambientali, occupazionali e di tutela della salute umana, scelta già adottata con successo in numerose realtà nazionali (provincia di Treviso e centinaia di comuni italiani) e internazionali come S. Francisco.

5.    La scelta di puntare sul CSS è contraddittoria in quando si afferma da un lato di abbandonare l'incenerimento mentre il CSS verrebbe bruciato comunque, anche se fuori regione e dimostra che la giunta soffre di sindrome NINBY.

6.    La scelta del CSS è in contrasto con l'aumento della raccolta differenziata di qualità ed il conseguente recupero di materia tanto che le regioni che oggi producono il CSS come la Puglia sono quelle che hanno la raccolta differenziata più bassa.

 
Ribadiamo la nostra posizione di totale contrarietà ad ogni forma di incenerimento nella nostra o in altre regioni perché:
- distrugge materia preziosa, recuperando molta meno energia di quanta ne è stata impiegata per produrla;
- produce inquinanti come le polveri sottili dannosi per la salute;
- libera CO2 nell'atmosfera con incremento dell’effetto serra;
- le ceneri residue della combustione e i filtri per la limitazione delle emissioni contengono sostanze inquinanti estremamente concentrate;
In particolare segnaliamo la pericolosità del CSS perché la sua composizione è varia e indefinita e questo rende praticamente impossibile il controllo delle emissioni.
Siamo invece favorevoli ad una raccolta differenziata spinta e di qualità, estesa a tutta la popolazione umbra, raggiungibile introducendo premialità come la tariffazione puntuale (gli utenti pagano in proporzione ai soli rifiuti indifferenziati prodotti) o come la riduzioni della tariffa per chi effettua il compostaggio domestico, visto che le realtà urbane che hanno intrapreso questa strada hanno ottenuto una riduzione del 20% nella produzione dei rifiuti con una recupero di materia compresa tra l’80 e il 90%.

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