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Sabato, 28 Gennaio 2023
Politica

CiviciX e Insieme, patto nel terzo polo: trasformare scuola e welfare per i nuovi bisogni della società

Incontro in Provincia alla presenza del professor Stefano Zamagni: "Da Unione a Federazione europea"

CiviciX e Insieme Umbria, hanno stipulato questa mattina, alla presenza di numerosi partecipanti, nella sala del consiglio provinciale di Perugia, un patto di collaborazione all’insegna delle comunità e per una nuova stagione politica al servizio dei sogni, bisogni e diritti delle comunità umbre.

L’incontro iniziato, con il saluto istituzionale della presidente della Provincia di Perugia  Stefania Proietti, ha visto la partecipazione del consigliere regionale Andrea Fora Presidente di CiviciX, di Cesare Palombi e Giancarlo Infante per il partito di Insieme e la partecipazione straordinaria di. Stefano Zamagni presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali e promotore del manifesto fondativo di Insieme.

Per Cesare Palombi, responsabile Umbria di Insieme, “con la collaborazione con CiviciX si intende offrire un contributo significativo alla politica per assumere scelte responsabili ed innovative in ambito economico, il contesto vitale odierno ci impegna a indurre i nostri imprenditori e consum-Attori a scelte generative di un’economia civile, che non sia solo profitto fine a se stesso, e poi le briciole in filantropica beneficenza. Dobbiamo contribuire - prosegue Palombi - applicando il principio di sussidiarietà, il professor Zamagni ci insegna sia circolare, a favorire lo sviluppo di un’economia civile che generi un lavoro dignitoso per tutti, considerando la destinazione universale dei beni e di conseguenza nella solidarietà si realizzi il Bene Comune e della Persona”

Andrea Fora nel corso del suo intervento ha dichiarato: “Saluto positivamente questo accordo di collaborazione come una tappa del percorso che il CiviciX ha intrapreso da tempo per costruire dal basso la politica delle comunità. Una politica che a partire dalle differenze e dalle idee diverse prova a costruire percorsi comuni, privilegia le soluzioni agli schieramenti politici e antepone il bene dei cittadini alle beghe di partito. Una politica che ascolta, che ritorna tra la gente per progettare il futuro. Una politica di contenuti, che studia i problemi e che - come detto dal Prof. Zamagni - ritorna al Pensiero. Intendiamo animare culturalmente le azioni di governo delle nostre Amministrazioni a partire dai bisogni concreti delle persone e del territorio, sempre con lo sguardo ad una prospettiva universalistica della Politica con la ‘P’ maiuscola, che non si limita al localismo. CiviciX continua il suo cammino per progettare il bene comune dei territori all’interno di un percorso generativo, di rete, di cucitura fra esperienze diverse per colmare il grande vuoto politico che pure esiste nell’offerta partitica attuale. CiviciX ha stipulato tanti accordi con liste civiche locali e di regioni vicine, l’accordo di collaborazione con Demos, oggi quello con Insieme, il rapporto sinergico con Base Italia di Marco Bentivogli, la stretta sinergia con le forze politiche del Terzo Polo, testimoniano un cammino verso un nuovo progetto politico federale e nazionale che sappia dare le risposte ai nuovi bisogni delle comunità locali.

Stefano Zamagni è intervenuto si problematiche economiche della crisi finanziaria in corso, sulla necessaria riforma della politica Italiana ad iniziare dal cambio di paradigma del sistema fiscale. “L’Italia - afferma Zamagni - è un Paese in cui la tassazione sul lavoro, sui profitti aziendali, sul lavoro è di molto superiore alla rendita e questo non è tollerabile, continua solo a far crescere le diseguaglianze nel nostro Paese. Welfare di comunità e attuazione del principio di sussidiarietà sono le due leve per riformare le politiche economiche statali a tutti i livelli. Occorre inoltre passare dall’Unione Europea alla federazione Europea per costruire una politica di welfare comune, di istruzione comune, di difesa comune.”

Zamagni ha poi elencato i punti che caratterizzeranno la proposta di Insieme sulla base del manifesto da lui promosso: “Primo: aggancio convinto all’Europa, ma non ad occhi chiusi, proponendo invece una ridiscussione e modifica dei tre trattati dell’Europa (Maastricht, Dublino e Lisbona) perché ormai obsoleti. Un modello di sviluppo economico basato sull’economia civile di mercato. Oggi vivono due modelli: neoliberista e neostatalista di mercato. Questa nuova forza propone un modello che affonda le sue radici nel Settecento italiano e dentro il mondo cattolico, con la specifica caratteristica di mirare alla prosperità inclusiva. La terza caratteristica è il ripensamento della struttura istituzionale Stato-mercato-comunità: occorre prendere sul serio il principio di sussidiarietà. Passare cioè da un modello duale ad un modello tripolare, una terza economia espressione della precisa volontà di rigenerazione del tessuto sociale. Quarta caratteristica, il riferimento ai principi fondativi della Dottrina Sociale della Chiesa. C’è chi fa riferimento al liberalismo e al socialismo, perché altri non possono ispirarsi ai principi del cristianesimo? Non intendiamo imporre nulla ma proporre, tanto più che negli ultimi 25 anni i cattolici sono stati ‘sbeffeggiati’ e messi in angolo nel silenzio più assoluto”. E poi a margine dell'incontro: “Bisogna smetterla con il riformismo perché sono le politiche dei conservatori: cambiare la forma mantenendo la sostanza. Tutti i conservatori di destra e di sinistra vogliono le riforme. Quello che occorre fare è la strategia trasformazionale, quello che ci prefiggiamo come Insieme”.

“Se foro la ruota della bicicletta, il meccanico mette una pezza ma se è onesto mi dice di cambiare tutta la camera d’aria perché è ormai logora. Ecco che cos’è trasformare” ha spiegato ancora il professore prima di individuare quelle che considera come priorità: “La scuola e l’università, un sistema che è ancora quello della riforma Gentile degli anni Trenta. Possibile che in tanti anni la sinistra si sia limitata a riformicchie? Bisogna ribaltare la filosofia della scuola che deve tornare a essere luogo di educazione oltre che di istruzione. Bisogna trasformare il sistema di welfare che non raggiunge più i suoi scopi. Le disuguaglianze le combatti cambiando gli assetti di welfare. Bisogna cambiare il sistema fiscale, basta con la cultura della rendita, soprattutto finanziaria. Bisogna rivedere i trattati dell’Unione europea che sono diventati obsoleti., dobbiamo passare dall'Unione alla Federazione europea” .

All’incontro ha portato il saluto anche il coordinatore regionale di Azione Giacomo Leonelli.

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