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Centristi, cattolici sociali e una spruzzata di sinistra, la rivincita di capitan Fora: i civici pronti al partito unico

Ci sono voluti mesi, una elezione perduta malamente dal centrosinistra, una consacrazione a preferenze per Fora, ma alla fine una parte dei civici ha deciso di mettersi insieme

Alle ultime regionali i civici non ci sono riusciti dopo divergenze su metodo, candidato e forse collocazione politica. Qualcuno è entrato nella lista x e y - rigorosamente centrosinistra -, altri si sono messi a guardare e altri ancora forse neanche hanno votato il centrosinistra di Bianconi a guida Pd. Ora però una parte della galassia civica - esclusa quella di centrodestra al governo in molti comuni e in Regione con la Tesei - ha sentito il richiamo "politico" dell'unità dei civici di centro (e un po' di sinistra) sicuramente alternativi al salvinismo, molti orgogliosamente cattolici (sociali). 

La calamita è quell'Andrea Fora - in un primo tempo non molto amato dai civici - che sta mettendo in piedi Demos ed è saldamente in consiglio regionale, platea ideale per dare voce ad un movimento. Il primo incontro tra Umbria dei Territori - un'alleanza di listi civiche di amministratori e sindaci dell’Umbria - Fora e i suoi uomini è avvenuto regolarmente. E stavolta l'amore, in prospettiva, è scoppiato. "L'incontro - si legge nel resoconto - ha avuto al centro della riflessione la consapevolezza che occorre che le forze della società civile, oggi frammentate, ma che ragionano avendo in mente un nuovo regionalismo fatto di riforme di sistema e di progetti che valorizzino il ruolo dei territori, si mettano insieme con l’obiettivo di costituire un soggetto politico capace di essere interlocutore credibile, in termini sia di pensiero che di azione".

Le parole chiave sono dunque: un soggetto politico in grando di essere la casa di costoro. L'incontro è andato talmente a buon fine che c'è anche un programma di lotta (e di governo): "L’individuazione delle aree territoriali omogenee per la definizione delle linee di programmazione regionale; lo sviluppo delle aree interne, l'attenzione all'ambiente ed allo sviluppo sostenibile, l'acqua pubblica, la chiusura del ciclo dei rifiuti, mobilità sostenibile per i cittadini di tutte le aree della regione, il completamento delle opere infrastrutturali, la riorganizzazione a rete dei servizi (etc), necessarie e radicali riforme endoregionali e sovraregionali".

E siccome questi civici - e non c'è niente di male - hanno una visione da politici (senza partiti tradizionali) vogliono anche una nuova legge regionale che permetta ai territori, tutti, di essere rappresentati. "Sulla base di questi contenuti - conclude il quasi accordo ufficiale -  si è registrata la comune volontà di dare vita ad una forma organizzata del civismo dell’Umbria la più aperta e vasta possibile. Nelle prossime settimane si svilupperanno altri incontri per verificarne le modalità attuative".

Ci sono voluti mesi, una elezione perduta malamente dal centrosinistra, una consacrazione a preferenze per Fora, ma alla fine una parte dei civici ha deciso di mettersi insieme: in nome dei territori, con il cuore al centro e come prima destinazione una opposizione regionale dura ma costruttiva. Il viaggio dei civici-politici è iniziato. Gli elettori come sempre diranno dove e quanto lontano potranno andare.. Guida capitan Fora, e questa è già una sua rivincita.  
 

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