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RITORNO AL PASSATO Nuove circoscrizioni respinte: crepe nella maggioranza

Ci volevano i due terzi del consiglio comunale per modificare lo statuto e ridare corso alle mini-circoscrizioni con tanto di elezioni e presidente. In tre nella maggioranza possono far saltare il banco anche nelle prossime sedute

Sarà il clima anti-casta che soffia forte in Umbria - dopo gli ultimi scandali sui bonus benzina della Regione - oppure sarà che la pratica era un po' troppo fumosa, comunque sia il ritorno alle mini-circoscrizioni è fortemente in salita. Tanto che il consiglio comunale non ha approvato la modifica dell’articolo 13 dello statuto comunale per istituire le consulte di quartiere. Servivano i due terzi dell'aula - 27 voti - ma la maggioranza si è spaccata: 18 voti a favore, 11 contrari (opposizione) e 3 astenuti (Bargelli, Lupatelli e Zecca). Niente quorum dunque. Ora per poter essere approvata la proposta dovrà essere votata per due volte consecutive nel corso di due prossime sedute con almeno 21 voti a favore ma la maggioranza non avrebbe i numeri neanche per questo traguardo. Una mancata condivisione anche perchè non si riesce a capire quali funzioni potranno essere decentrati e con quali risorse.

La Giunta ha proposto nella preconsiliare di modificare l’art. 13 (partecipazione politico-amministrativa) dello statuto inserendo al secondo comma: “Al fine di attivare forme e luoghi per valorizzare la partecipazione dei cittadini all’attività politico amministrativa e garantire la rappresentanza delle esigenze della popolazione nei rispettivi ambiti territoriali, possono essere istituite le Consulte di quartiere, organi con funzione di partecipazione e consultazione della cittadinanza. Con apposito regolamento vengono disciplinati il numero delle Consulte di quartiere e la loro delimitazione territoriale, il sistema di elezione, le modalità di esercizio delle funzioni, l’organizzazione e le sedi”.

DIBATTITO

FAVOREVOLE - Silvano Segazzi (Psi): “Non credo che le circoscrizioni siano istituti ormai superati, perchè le esperienze venute dopo c’hanno dimostrato esattamente il contrario, ossia che le stesse rappresentavano organismi di valore e significato. Oggi ci sentiamo di appoggiare il contenuto della delibera, perchè la stessa ci consentirà di dare una risposta al desiderio dei cittadini di contribuire alle scelte politiche”.

CONTRARI - Emanuele Prisco (Fratelli d'Italia): “Questa proposta a nulla serve, anche perchè mira a ricreare organismi ormai risalenti ad un sistema datato ed anacronistico, quando invece la politica dovrebbe guardare al futuro con sistemi innovativi”.

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