Regione, premi per i dirigenti: la Cgil scrive alla Marini

Riceviamo dalla Cgil una lettera per la presidente dell'Umbria, Catiuscia Marini sulla questione dei premi ai dirigenti emersa nelle recenti cronache politiche della regione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PerugiaToday

Egregia Presidente Marini,
cogliamo l’occasione offerta dalla querelle di queste ore sulla retribuzione di risultato della dirigenza regionale per ribadire quanto già affermato nel mese di gennaio scorso.

Comprendiamo come la Giunta sia impegnata nella complessa partita della riforma endoregionale resa ormai cogente dagli ultimi interventi del Governo sulla spending review, ma ci chiediamo se Lei non ritiene che proprio tale contesto renda ormai urgente e non più prorogabile una concreta rivisitazione del quadro complessivo delle attività dell’Ente Regione per evitare sovrapposizioni e doppioni, certamente fonte di sprechi, e dare chiarezza nella realizzazione di attività e funzioni trasversali.

Ribadiamo con più forza ancora che i cittadini dell’Umbria, come anche noi dipendenti siamo, pretendono che vengano risolte situazioni non più sostenibili quali la soppressione delle Posizioni strutturate che ormai risultano cronicamente ad interim o vacanti e venga effettuata un’approfondita valutazione sul ruolo delle attuali posizioni di staff. Così come non è più sostenibile la ormai sempre più frequente schizofrenica rivisitazione delle strutture amministrative di I e II livello senza un sufficiente supporto di ragioni valide per effettuarla, spesso mancando, tra l’altro, a monte i riferimenti e i principi per cui queste stesse rivisitazioni sono ritenute necessarie.

Chiediamo quindi che l’Amministrazione regionale porti rapidamente a termine l’ormai annoso percorso del complessivo disegno organizzativo delle Regione Umbria consentendo così di ridurre in maniera stabile il numero delle posizioni dirigenziali riconducendolo, nei fatti a quello dei dirigenti attualmente in servizio per ottenere una concreta riduzione dei costi della politica e reali economie di spesa che da un lato diano all’opinione pubblica un segnale di concreta incisività dell’azione amministrativa e dall’altro permettano di attuare, ai sensi di legge, reali politiche di premialità del personale del comparto che attualmente soffre gli effetti del pluriennale blocco dei contratti e delle politiche economiche, tutte penalizzanti, dei governi nazionali.

Così come torniamo a riproporre la necessità di una rivisitazione dell’attuale metodologia relativa alla valutazione delle posizioni dirigenziali che, con la necessaria sobrietà, porti ad un suo superamento per renderla più rispondente alle reali esigenze della macchina regionale.

Diversamente lo status quo avrebbe il solo effetto di ingenerare ulteriori incertezze tra i dipendenti e alimentare un sentimento di disaffezione nei confronti di questa Giunta da parte degli stessi e dell’opinione pubblica che difficilmente potranno comprendere la difficoltà a portare rapidamente a termine un percorso di riforma che, nei fatti, interessa direttamente poche decine di lavoratori a fronte delle crescenti aspettative di comportamenti virtuosi che portino ad una razionalizzazione della pubblica amministrazione nella previsione di garantire la sostenibilità e il mantenimento della qualità dei servizi pubblici e la riduzione dei loro costi nella nostra regione.





 

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