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L'INCONTRO Cecile Kyenge in prima linea: "Ripartiamo dai valori della Marcia per vivere tutti meglio"

Cecile Kyenge ha marciato da Perugia fino ad Assisi. Ha marciato anche lei, eurodeputato del Pd, per la Pace e per una nuova stagione fatta di dialogo e rapporti diplomatici con l'Europa in prima fila per costruire una nuova via per arginare i confilitti bellicci. Ma non solo: ha marciato anche per  smantellare gli immensi campi profughi di tutto il mondo dove non c'è futuro e allo stesso tempo regolamentare i flussi migratori ingrossati da chi fugge dalle bombe con tutta la famiglia nella speranza di un posto migliore senza sapere dove e in che modo. Cecile - italiana ma congolese di origine - in Europa si occupa di tutto questo e cerca allo stesso tempo di far capire che serve una nuova politica che conduca al grande risultato della "Pace".

"Oggi più che mai abbiamo bisogno della marcia della Pace Perugia-Assisi - ha spiegato l'onorevole Kyenge a Perugiatoday.it - e del suo popolo che porta avanti in maniera pacifica i valori di convivenza, rispetto per gli altri, accoglienza e dialogo diplomatico. Porre fine ai conflitti e quindi il ritorno alla pace permette una stabilità in Europa come nel resto del mondo, permette anche a milioni di persone di non fuggire dalle proprie terre in maniera disperata. Inoltre con la pace crescono e si alimentano i progetto di cooperazione internazionale che permettono istruzioni, formazione professionale e diritti in Stati dove attualmente regna il caos, la guerra, la fame e la paura. Un esempio di tutto questo è la Siria: impensabile fino a qualche anno fa che una famiglia siriana, con la sua casa e il suo lavoro, sarebbe dovuta emigrare per fuggire dalle bombe e dai massacri".

Con la pace dunque non si arrestano i flussi migratori ma certamente diventano pià gestibili e si riesce a dare un'accoglienza maggiore a chi è in cerca di una nuova vita, di un posto dove essere finalmente felice. In Europa la Kyenge lavora per tutto questo e sprona il vecchio continente ad avere un ruolo da protagonista: "La diplomazia, gli interventi umani e una strategia chiara sono gli strumenti giusti per fare pressioni sui governi e sulle fazioni che alimentano conflitti. Mentre ripetere un modello Libia vuol dire soltanto imporre la pace e questo comporta ingerenze di campo che provocano divisioni e caos. Dobbiamo lavorare dal basso: sui territori, sulle piccole comunità fino ad arrivare a condividere ad una strategia di Pace direttamente con i governi. Personalmente sono contraria agli interventi armati in nome della Pace. Non è una questione ideologica. La verità è che hanno soltanto alimentato altre micro-guerre infinite". 

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