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Caso Pastorelli, l'assessore: "Strumentalizzata la mia storia su Fb". Opposizione: "Mere giustificazioni"

Lo scontro, dopo la polemica social per una storia dell'assessore, è andato in scena stavolta in commissione

Nessuna lettera di scuse ufficiali, nessuna lettera di dimissioni e soprattutto, a suo dire, nessun caso politico perchè quella "storia" su facebook è stata strumentalizzata dall'opposizione e non era un inno all'assalto dei filo Trump al Parlamento Usa. Clara Pastorelli, assessore allo sport e al commercio in quota fratelli d'Italia, ha ribadito in maniera coerente in commissione con quanto già detto e ridetto in consiglio comunale dopo essere finita sui media nazionale per una "storia" particolare.

pastorelli-5Particolare perchè per l'opposizione, Pd in testa, l'abbigliamento (un cappello e cappotto in particolare) richiamavano al look dello sciamano reso famoso dai misfatti di Capitol Hill e le frasi riportate  avevano il sapore della presa di posizione contro la censura dell'ex presidente degli Stati Uniti da parte di alcuni social. La classica tempesta perfetta sui social che dura qualche giorno al massimo. L'assessore Pastorelli ha respinto di nuovo al mittente le interpretazioni politiche dell'opposizione ed ha dimostrato di non aver cancellato nulla visto che si trattava non di un post ma di una storia che su Fb dura soltanto 24 ore e poi scompare dai radar.

La Pastorelli ha concluso che era una foto personale finita per diventare pubblica e l'abbigliamento (dal cappottone al colbacco) è presente già in altre foto sulla sua pagina. L'opposizione è rimasta sulle proprie posizioni ribadendo un danno di immagine provocato a Perugia e un messaggio politicamente sbagliato dato all'opinione pubblica da parte di chi rappresenta la città. "Dispiace - ha affermato Zuccherini del Pd - che Perugia sia finita in prima pagina per questa vicenda non certo positiva. Ed è per questo che stride la mancanza di scuse da parte dell’assessore che ha preferito fornire mere giustificazioni. Insomma la vicenda si poteva chiudere prima e meglio".

E c'è chi, andando oltre alla Pastorelli, parla di una destra che sia a livello locale che nazionale non ha poi preso realmente posizione contro i fatti di  Capitol Hill. "Il contenuto della storia pubblicata è  quantomeno ambiguo a fronte di un evento di cronaca molto grave condannato da tutte le Istituzioni in maniera pressoché unanime" ha analizzato Nicola Paciotti "Eppure permane un atteggiamento da parte di alcune forze politiche di ambiguità sui fatti di Capitol Hill visto che i partiti di centro-destra italiani hanno preferito astenersi sulla risoluzione di condanna approvata dal Parlamento europeo".

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