menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Caso Joan, il Popolo della Famiglia contro Omphalos: "Romizi ha ragione. E il Pride è ostile alla famiglia naturale"

Il Popolo della Famiglia si scaglia anche contro il Tribunale di Perugia: "Sentenza fantasiosa"

Toni accesi. Anzi, meglio: incandescenti. Dopo il lunedì movimentato in Comune - con l'assedio all'ufficio del sindaco Romizi e lo scontro per il caso del piccolo Joan - il Popolo della Famiglia Umbria fa quadrato intorno al primo cittadino di Perugia. E attacca Omphalos: "E’ ora di dire basta alla messa alla gogna del primo cittadino sempre tirato in ballo per posizioni che non si piegano ai nuovi totalitarismi e sono pienamente condivise dalla maggioranza dei cittadini”. 

VIDEO Caso Joan, Omphalos e opposizione contro Romizi: "assedio" all'ufficio del sindaco
VIDEO Caso Joan, la risposta di Romizi: "Il ricorso è dell'Avvocatura di Stato, dal comune nessun pregiudizio"

Parola del Presidente del Popolo della Famiglia dell’Umbria, Claudio Iacono. E ancora: "E’ sconcertante vedere il Sindaco della città di Perugia, asserragliato inizialmente nella propria stanza, poi costretto ad un affollato confronto non richiesto. Per il Presidente del PdF Umbria gli organizzatori del Pride Perugia 2018 si sono solo resi protagonisti di una irrispettosa incursione presso gli uffici del Comune". E dritti su Omphalos: "Per ogni associazione il primo dovere ? quello di accettare le decisioni ed il ruolo delle istituzioni. Siamo concordi con la linea di fermezza dell’Amministrazione Comunale assunta nei riguardi dell'associazione Omphalos, che nega il patrocinio alla manifestazione del Pride Perugia 2018”, ha aggiunto Claudio Iacono, “un evento dichiaratamente ostile ai principi di vita ed educativi delle famiglie naturali”. 

No, non è finita qui: "Ritornando poi sulla questione ancora calda del piccolo Joan, il bimbo nato in Spagna per fecondazione eterologa da due madri, il Sindaco ha responsabilmente applicato le norme che sono in vigore. La successiva fantasiosa sentenza del tribunale di Perugia tradisce moralmente la naturale aspirazione di un figlio ad avere un padre e inquieta per le motivazioni addotte che giustificano la trascrizione di due madri all’anagrafe". La polemica è servita. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento