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Caso Joan, la Lega attacca i giudici: "Hanno fatto male ad assecondare la lobby gay"

Il senatore Pillon: "Trascrizione dell'atto di nascita con due madri? Artificiosa"

La sentenza della Corte d'Appello di Perugia che ordina al sindaco Romizi di trascivere l'atto di nascita con tutte e due le mamme di Joan non va giù alla Lega. Così il senatore Simone Pillon attacca i giudici: "La Corte di Appello di Perugia ha fatto male ad assecondare l'offensiva delle lobby gay". Perché, secondo il Carroccio, la sentenza "impone artificiosamente la registrazione di un bambino come se fosse figlio di due madri". La sezione civile della Corte d'Appello ha respinto il ricorso del primo cittadino di Perugia, quale ufficiale di stato civile, e del Ministero dell'Interno. Cioè quello a guida leghista, con Matteo Salvini.

L'attacco prosegue: "I giudici non possono sostituirsi alla realtà dei fatti senza calpestare il diritto naturale. I bambini nascono da un uomo e una donna e non possono essere comprati all'estero mediante la pratica delittuosa del traffico di gameti umani o dell'utero in affitto.  Il ministro dell'Interno ha annunciato proprio qualche giorno fa un suo intervento per chiudere definitivamente la porta a queste inaccettabili violazioni del superiore interesse del fanciullo". Quindi, che fare? Pillon sprona Romizi e il Comune di Perugia a un nuovo ricorso contro la sentenza: "Manifesto tutta la mia solidarietà a questo bambino, artificialmente privato della figura paterna e confido nella volontà del Comune di Perugia di ricorrere per Cassazione contro una decisione tanto erronea; continuando su questa strada rischiamo di legittimare i delitti e ancor peggio di privare i bambini delle loro radici e di una delle due figure genitoriali " conclude il senatore Pillon. 

A Perugia, come a Roma, la via da percorrere per la Lega è sempre la stessa. Il segretario comunale Drusian, "esprime la propria contrarietà rispetto a quanto stabilito dalla corte di appello di Perugia sul caso del piccolo Joan. Nello specifico ,sulla interpretazione del concetto di ordine pubblico su cui si poggia la normativa italiana in distinguo con quella di diritto internazionale ed il principio in essa affermato dell’ interesse superiore del minore (sul quale poggiano alcune sentenze di alcuni giudici italiani),  non è stata ancora detta l'ultima parola. La materia è attualmente ancora 'sub giudice" ovvero in attesa di un pronunciamento definitivo delle sezioni unite della cassazione alla quale si sono rivolti altri giudici italiani ed alla quale si dovrà rivolgere, con apposito ricorso., il Comune di Perugia”. La storia non è finita.

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