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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Politica

Trasimeno, quella comunità montana da 19 milioni di deficit. Tesei: "Ecco cosa abbiamo ereditato. Messe ora le basi per la liquidazione"

"Andremo avanti con le liquidazioni auspicando tempi ragionevolmente brevi per la chiusura anche perché questo significherà che i singoli Comuni non dovranno più versare le quote associative"

Tanti umbri non lo sanno ma le Comunità montane dell'Umbria - spesso accusate di essere dei bancomat per i politici dei territori minori - sono ancora in vita e ancora oggi condizionano pesantamente i bilanci della macchina pubblica di casa nostra. Le varie riforme, le chiacchiere del passato e il tentativo di coprire anche gestioni discutibili - come testimoniano i conti ancora da pagare oggi - che avrebbero incrinato l'immagine di buon governo delle amministrazioni rosse. Una eredita pesante che poi è finita a carico della Giunta di centrodesta - la prima volta in 50 anni - guidata dalla Tesei. Ci sono voluti anni per ricostruire e gestire questi enti ormai svuotati di competenze e di servizi al servizio dei comuni. Carrozzoni, ormai, vuoti gestiti da 5 commissari. Serviva dunque una svolta vera e la Tesei nel 2020 decise di mettere un commissario unico per iniziare a sanare bilanci, pagare fornitori e avviare verso la liquidazione le 5 comunità montane. Il 29 marzo 2022 fu approvato il piano di liquidazione unitario del commissario Fabrizio Vagnetti.

La situazione economica, dopo la cura, era sostenibile per 4 comunità montane ma ce ne era una, un tempo molto potente, in uno dei territori ancora oggi legato alla vecchia gestione prima Pci, poi Ds e infine Pd, che si è scoperta essere una voragine, un esempio di gestione assurda e per la quale forse non pagherà nessuno dei vecchi amministratori e delle amministrazioni comunali che collaboravano: stiamo parlando della Comunità Montana del Trasimeno con un mega disavanzo di 19,2 milioni di euro, enorme rispetto al bacino amministrato. Un raffronto con le altre dopo la gestione pre-liquidazione della Tesei: "le Comunità dei monti Martani Serani e Subasio, dell’Orvietano Narnese Amerino e Tuderte ed anche della Valnerina, con qualche difficoltà in più, lavorando celermente e al netto delle incognite insite nella liquidazione, possono chiudere in pareggio. La prima ha infatti un avanzo di circa 5,5 milioni di euro, quella dell’Alta Umbria di 3,4 milioni di euro, la Comunità dell’Orvietano Narnese Amerino Tuderte ha un avanzo di circa 2 milioni e quella della Valnerina un disavanzo di 200mila euro". Da qui al decisione della Giunta regionale di mettere in campo una operazione verità per far sapere a tutti gli umbri il caso della Comunità del Trasimeno che sta facendo pagare un caro prezzo a tutti e che ha penalizzato fornitori e dipendenti che non hanno mai ottenuto il Tfr. 

La presidente Tesei sulla Comunità Montana Trasimeno-Medio Tevere ha richiamato al riguardo alcuni passaggi della relazione del liquidatore in cui si legge: “vi sono evidenti difficoltà nel procedere alla riscossione dei crediti, alla vendita dei beni immobili e agli esiti dei contenziosi. Dal 2016, anno in cui è stata pignorata la Tesoreria, la Comunità montana non paga i fornitori, le rate dei finanziamenti, i legali per opporsi alle cause e recuperare i crediti. I beni della Comunità montana sono stati oggetto di trascrizione pregiudizievoli da parte dei creditori non soddisfatti, con procedure incardinate nei rispettivi Tribunali di competenza. La mancanza di una provvista liquidità non permette di opporsi in giudizio né di tentare accordi stragiudiziali”.

Non solo, pur rimanendo le liquidazioni finanziariamente separate, a peggiorare la situazione era stato previsto un fondo patrimoniale vincolato, in cui confluivano gli immobili eccedenti a garantire il pareggio, che potesse essere utilizzato per soddisfare i creditori della Comunità montana che versava in una situazione economico-finanziaria di disavanzo. "Operazione – ha rilevato la Tesei - che solleva dubbi in termini di correttezza nei confronti dei Comuni che partecipano a Comunità montane più sane e si vedrebbero sottratti alcuni beni. Il tutto però non serve se una Comunità montana non è neanche in grado di iniziare il proprio percorso di liquidazione per la propria catastrofica situazione finanziaria. Da quel momento, ed eravamo a luglio 2022, pur stigmatizzando una scellerata gestione di quella Comunità del Trasimeno e di chi gestiva allora i Comuni che la partecipavano , si sono fatte tutte le azioni possibili per evitare che proprio i Comuni che compongono la Comunità montana in questione dovessero sanare la situazione debitoria, come prescrive l’articolo 65 della legge regionale 18 del 2011, cosa che li metterebbe in grave difficoltà”.

Il commissario liquidatore Fabrizio Vagnetti ha ripercorso gli aspetti salienti del lavoro portato avanti dalla sua nomina soffermandosi in particolare sulla situazione della Comunità montana del Trasimeno “la cui liquidazione è congelata a causa della mancanza della liquidità necessaria che impedisce ogni operazione”. Principali creditori della Comunità montana “circa il 90 per cento sono Cassa Depositi e Prestiti e istituti di credito, per il resto fornitori privati e, parte dolente, l’accantonamento del Tfr degli operai forestali”. Una criticità “già emersa al momento della messa in liquidazione, il cui naturale percorso sarebbe stato di chiudere in favore dell’Unione dei Comuni, ma l’Umbria è stata atipica rispetto alle altre Regioni. Iniziato il percorso si è rimasti però nel limbo, pur cercando in qualche modo una via di uscita per ripianare i debiti con la modifica nel 2018 alla legge regionale del 2011 con cui è stato introdotto il fondo patrimoniale vincolato nel quale confluiscono i beni residui dopo la liquidazione”.

L’11 aprile prossimo la Regione e il liquidatore incontreranno i Comuni della Comunità montana del Trasimeno-Medio Tevere per fare un nuovo summit sulla gestione. "Andremo avanti con le liquidazioni -ha concluso la Tesei - auspicando tempi ragionevolmente brevi per la chiusura anche perché questo significherà che i singoli Comuni non dovranno più versare le quote associative, un onere ingiusto e ingiustificato poiché non usufruiscono più di servizi né di benefici dalle Comunità montane. Allo stesso tempo – ha concluso - continuiamo nella interlocuzione che ho già intrapresa nei mesi scorsi, insieme al vicepresidente Morroni, con il Governo per trovare possibili soluzioni di supporto”. L'obiettivo è quello, tramite un fondo già attivo, di portare il disavanzo a circa 8 milioni di euro rispetto ai 19 milioni previsti.   "Questa Giunta – ha concluso il vice-presidente Morroni – ha creato tutte le condizioni per mettere la parola fine a questa situazione, un percorso che condivideremo con tutti i Comuni interessati”. 
 

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