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Caso Calabrese, caos in Comune. Il Pd: "Staccati da quella poltrona"

Il gruppo consiliare democratico diserta la commissione e attacca di nuovo l'assessore: "Dimettiti, hai fatto vergognare Perugia, la giunta, le istituzione e pure il sindaco che ti ha scaricato". Anche i Socialisti all'attacco

Pronto? Assessore Calabrese? E’ il Pd che parla. No, oggi non veniamo in commissione. “E tanto che ci sei scollati da quella poltrona”. Il giorno dopo il caos comincia così per detentore della delega alle Infrastrutture del Comune di Perugia. Con i democratici che ancora non hanno smaltito la rabbia per le sue dichiarazioni (scritte e trascritte) e che ributtano Napalm dritto sull’avvocato-assessore: “Le imbarazzanti e scomposte dichiarazioni di Calabrese di ieri – scrivono i democrat - sono state smentite sia dal sindaco, che ne ha preso le distanze con un comunicato stampa (una nota, mille letture), sia dalla maggioranza di centrodestra che ha plasticamente lasciato solo Calabrese nel pantano istituzionale da lui stesso creato, sia soprattutto dalle dichiarazioni rilasciate dal Procuratore Nazionale Antimafia a margine del convegno a Palazzo Donini”. E ancora: “Il nostro primo pensiero va alle vittime della mafia e a tutti coloro che in molte parti d’Italia hanno subìto vere intimidazioni da parte di organizzazioni malavitose, che le istituzioni di questa città hanno da sempre combattuto”.
E quindi “non possiamo comunque non rilevare che Calabrese rimanga ferocemente attaccato alla poltrona nonostante abbia messo in ridicolo se stesso, sindaco, giunta e istituzioni”.

Insomma, il punto è sempre quello. Ovvero: “Dopo quanto accaduto ieri, la decenza istituzionale imporrebbe di rimettere il suo mandato e di scusarsi con le forze dell’ordine, con la magistratura e con la città di Perugia”.

Dalla serie: buongiorno così, assessore Calabrese. Ed è solo una sveglia a forza di caffè amari. I socialisti versano la seconda tazza. “La storia del centrosinistra di Perugia è fatta nelle istituzioni e nella società di persone oneste e perbene che  hanno sempre ed esclusivamente servito l’interesse generale e della città”.
Per cui, tuona Nilo Arcudi (che poi è l’ex vicesindaco), “rinnoviamo la richiesta di pubbliche scuse e di un suo passo indietro”. E anche lui chiama in causa la nota del sindaco, “da cui si evince la pubblica smentita alle gravissime ed inaccettabili affermazioni dell’assessore in questione”. Perché il tema della sicurezza “deve essere sempre affrontato con responsabilità, equilibrio e senso delle istituzioni, mettendo in campo un azione comune tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadini. Agitare campagne populistiche e demagogiche e assurde teorie complottistiche, non fa altro che indebolire il fronte comune che deve fare da barriera alle azioni della criminalità. La comunità sana, le cittadine ed i cittadini si sono ribellati insieme alle istituzioni, forze politiche e democratiche, nei confronti delle  dichiarazioni dell’assessore Calabrese”.
 

In sintesi, congiunta: “Staccati da quella poltrona ed esci da Palazzo dei Priori”. 

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