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Caso Barilla - Nell'Umbria "affamata" si parla di pasta, Marini boicotta e la destra esulta

Dalla sinistra alla destra la politica ha deciso di dedicarsi al primo piatto dopo le dichiarazioni del proprietario della nota marca di pasta che vuole puntare sulla famiglia tradizionale piuttosto che su quello gay. Tutti i commenti. C'è chi dice: "Ma perchè non parlate dei veri problemi della gente?"

Tuonano, si indignano e commentano. La pasta è ormai divenuto un caso politico. Ardente, come piace a noi italiani, è la patata bollente che ha lanciato Guido Barilla: “Mai spot con i gay”. Ormai è fatta, non si torna indietro e come si fa a non commentare una frase del genere? Si dà il via alle danze, Facebook e Twitter si infiammano. La politica locale umbra prende vita.

In prima linea la boicottatrice e presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini: “E se Barilla avesse detto: mai un nero nei nostri spot, mai un ebreo nei nostri spot, mai un disabile...e così via... Questi ricchi signori che si fregiano di aver studiato nelle migliori università del mondo ma che dicono?.... Compro spesso pasta Barilla ma ora ci penserò e davvero sceglierò in libertà un'altra marca...”. Ma non si ferma qui l’incandescente Marini che in un altro commento scrive: “Aggiungi che nelle pubblicità si vedono tante donne oggetto o nei ruoli super tradizionali, la donna che pulisce la casa, che prepara il pranzo, che accudisce i figli.....ma dove vivono questi pubblicitari?”

Ma si sa al popolo facebookiano l’ironia non manca: “Presidè c'avrei na coppia de pischelletti gay che avrebbero desiderio di partecipare ad uno spot televisivo ma hanno paura che una coppia etero gli passi avanti... Non è che potrebbe fa na telefonatina!?!?”. E  ancora: “Gentile Presidente, la sua apertura nei confronti del dialogo con i cittadini è lodevole. E basta leggere i commenti per capire che i reali problemi che interessano i cittadini della nostra regione si scostano profondamente dal suo post iniziale. Barilla è una azienda privata e tramite il suo patron ha espresso il proprio legittimo punto di vista, a patto che sia vero oppure una mirata azione di marketing. Fatto sta che, come vede, alla maggior parte dei cittadini piacerebbe avere un confronto con Lei non sulle affermazioni del proprietario di una azienda, ma sui temi cari ai cittadini”.

All’appello non manca neanche il proficuo consigliere regionale di Fratelli d’Italia e neopadre Andrea Lignani Marchesani che non perde mai l’occasione per esprimere la sua, soprattutto quando si tratti di tematiche di tale spessore: “Il patron della Barilla dichiara di essere contrario alle adozioni da parte di coppie appartenenti allo stesso sesso e che nei suoi spot si intende valorizzare esclusivamente la famiglia tradizionale..... viva il Mulino Bianco”.

Non poteva neanche mancare il coordinatore regionale di Forza Italia Rocco Girlanda, padre di quattro figli che su twitter ha scritto: Guido Barilla santo subito. O almeno senatore a vita. Altro che #boicottabarilla”. Insomma il caso Barilla ha destato non poco clamore. Ma alla fine non resta che concludere con una frase di un lettore: “Ma sono questi i reali problemi dell’Italia? No, perché se sono questi allora la nostra Nazione va a gonfie vele”.

Parla di autogol l'onorevole del Pd - e lettiana di ferro - Anna Ascani che affida il suo pensiero su twitter: "Si chiama marketing. Anche se è politically incorrect. Per questo è due volte inaccettabile. #barilla". Poi ci sono due twit da favola di due maschere umbre che stanno spopolando su social. @Iddio: "#Barilla: "I gay possono mangiare la pasta di un'altra marca." E qui gli hanno tolto il microfono: stava per suggerire la De Checche". E il finto Kuperlo (l'imitazione più sorridente del candidato segretario del Pd): #Barilla sospende produzione orecchiette ed allusivi fusilli. Solo farfalle. #boicottabarilla #PD". E tutto questo mentre il paese è affamato....

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