Regione, Fratelli d'Italia riscrive l'assegnazione case popolari: più punti agli storici residenti, zero alloggi ai pusher

Dalle promesse in campagna elettorale al consiglio regionale: presentata la modifica del regolamento per l'edilizia pubblica. Controlli, sicurezza, la carta degli inquilini e massima tutela delle donne e dei minori contro i padri padroni

La modifica del regolamento per l'assegnazione delle case popolari, ai tempi della grande crisi economica e dello spopolamento in Umbria, è la prima promessa elettorale che, il centrodestra al potere della Regione, vuole trasformare in realtà, una piccola rivoluzione culturale e politica dopo lo storico cambio. In prima linea ci sono due forze politiche che stanno al lavoro. Da una parte la Lega e dall'altra Fratelli d'Italia. Il partito della Meloni - con tutto il suo gotha schierato - ha deciso di svelare subito le carte spiegando obiettivi e modifiche alla legge del 2003. Poi sarà la volta della presentazione delle proposte leghiste. Non ci troviamo di fronte ad un primo scontro in maggioranza ma anzi ad un pressing sul consiglio e sulla giunta per segnare la prima svolta politica, anche se ci sarà bisogno di un compromesso per dare vita ad un testo unico che a quel punto sarà licenziato con successo prima in commissione e poi in consiglio regionale. Nessun conflitto ma una normale discussione programmatica tra alleati anche perchè l'obiettivo è comune: dare maggiore punteggio a chi da anni è residente sul suolo umbro e soprattutto far rispettare le regole.

L'asse Squarta-Pace si è affidato per redigere le modifiche anche alle competenze dell'avvocato Matteo Giambartolomei ringraziato più volte dall'onorevole Emanuele Prisco. "La nostra proposta verrà già dalla prossima settimana calendarizzata per iniziare la discussione ed arrivare quanto prima a licenziare un testo che va in favore degli ultimi e delle famiglie più povere dell'Umbria": ha spiegato il capogruppo di Fratelli d'Italia Eleonora Pace a cui è spettato il compito di spiegare le modifiche più importanti al regolamento. "Smentiamo categoricamente - ha invece ribadito più volte Marco Squarta, Presidente del consiglio regionale - che si tratta di una legge contro gli stranieri. In nessuna modifica si parla di Paesi d'origine ma solo di residenza, di anni di residenza accumulati, di rispetto delle regole che valgono per tutti e di tutela delle donne e di minori".

Entrando nel dettaglio delle modifiche più rilevanti emergono tre aspetti innovativi su tutti. Il primo: nessuna casa popolare può essere assegnata ad un singolo o ad un nucleo familiare che sia stato condannato per reati come spaccio, contro l'ordine pubblico, sfruttamento della prostituzione, gioco d'azzardo o invasione di edifici e proprietà. Seconda modifica: Fratelli d'Italia vuole fare chiarezza su un argomento che ha subito diverse interpretazioni. Non si possono concedere case popolari in Umbria a coloro che hanno proprietà abitative, a proprio nome, in altri Paesi. Fino ad oggi, molti immigrati, non dichiarano eventuali proprietà nella terra di origine. Terzo aspetto: si vuole introdurre la carta a punti dell'inquilino che viene direttamente emanata dall'Ater. Il funzionamento è quello simile alla patente a punti: chi commette irregolarità, chi crea disagi agli altri e disturba il vivere comune perde punti e rischia, una volta azzerato il bonus, di perdere per sempre la casa. Un esempio: attualmente chi si attacca al contatore di un'altra famiglia non mette a rischio l'assegnazione dell'alloggio, invece con questa modifica perderebbe molti punti e alle prossime irregolarità si troverebbe fuori per sempre.

Le altre modifiche. In campagna elettorale Fratelli d'Italia e la Lega hanno preso i voti ribadendo, anche per le case popolari, il prima agli umbri in quanto hanno dato un contributo economico e storico maggiore allo sviluppo di questa terra rispetto a chi è arrivato soltanto negli ultimi anni da altri territori e nazioni. Ecco dunque che con la modifica dell'articolo 31 si premia con punti importanti chi almeno vive da 10 anni nella nostra regione. Punti che crescono con l'aumento degli anni di permanenza in questa regione.

Un ruolo importante lo gioca anche la tutela delle donne e dei minori: in caso di violenza in ambito familiare da parte dell'assegnatario di alloggio quest'ultimo sarà cacciato e subentrerà direttamente nella titolarità dell'alloggio le persone che hanno subito violenza. Lo stesso vale su un titolare di casa popolare che non rispetta l'obbligo scolastico dei figli. Potranno presentare domanda, secondo la proposta di modifica alla legge di Fratelli d'Italia, anche coloro che hanno un alloggio di proprietà pignorato.

"E' nostro interesse - ha spiegato il parlamentare Emanuele Prisco - far rispettare le regole e soprattutto utilizzare al meglio le risorse sociali, come le case popolari, a chi veramente ha bisogno e a chi ha la piena titolarità di questo sostegno. In questa maniera riportiamo, come è giusto che sia, anche le famiglie umbre nella ripartizione degli alloggi popolari dopo anni di parametri che abbiamo sempre definito ingiusti".

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Al senatore Franco Zaffini, coordinatore di Fratelli d'Italia, è spettato il compito di annunciare un altro imminente provvedimento ma senza fornire tanti particolari: "stiamo lavorando per favorire l'acquisto della prima casa, in maniera reale, per le giovani coppie e allo stesso tempo anche di aumentare la quota del riscatto delle abitazioni popolari da parte delle famiglie".

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