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Il consigliere Camicia protesta in Consiglio: "Basta profughi a Perugia, ci costano troppo"

Il consigliere comunale di Forza Italia, Camicia Camicia, protesta in Consiglio, e chiede che non vengano più ospitati profughi nella nostra città. Poi snocciola i dati

“Basta immigrati a Perugia”. È questo il succo dell'ordine del giorno lanciato dal consigliere Carmine Camice. Una richiesta che arriva solo dopo pochi giorni dalla tragedia avvenuta nel mar Mediterraneo e che ha visto morire 700 esseri umani nell'atroce traversata della speranza, come molti l'hanno chiamata nelle decine di commenti che si sono susseguiti dopo la drammatica ecatombe.

I dati – Per il consigliere comunale sarebbero troppi quei 4.882,19 euro messi a bilancio per ospitare gli immigrati. Ma il problema non è solo il costo sociale insostenibile, a suo dire, per il comune di Perugia, il nocciolo del dissidio va ricercato anche nel ruolo che ha l'Arci nell'ospitalità dei profughi. Per Camicia l'associazione “fa la parte del leone: nelle sue strutture accoglierebbe 327 profughi, mentre la coop Perusia  50. Il Cidis, 30. La coop Il cerchio, 10 e la Confraternita di Maria santissima, 20. Secondo in graduatoria l’Istituto Santa Croce: ribasso d’asta del 2% (34,30 euro) e disponibilità ad accogliere 25 stranieri. Al terzo e ultimo posto (sono tre offerte selezionate) la Famiglia nuova (34,65 euro, ribasso dell’1%) che si mette in fila per quattro posti”.

In tutto 671 immigrati in arrivo. Un numero eccessivo per il consigliere che sollecita infine l'Amministrazione “a chiedere al Prefetto, un incontro finalizzato ad escludere Perugia dalle città che dovrebbero accogliere i migranti, in quanto allo stato attuale la presenza degli extra comunitaria è già notevole. “Ad attivare inoltre – dichiara sempre il consigliere - tutte le iniziative utili affinché la Prefettura coinvolga nei programmi e nei progetti di accoglienza Stranieri, anche chi amministra e che rappresenta la comunità perugina, la quale è molto preoccupata di quanto accade, e in quanto a scadenza convenzione, chiaramente le associazioni che hanno vinto all’asta, Vite Umane, non essendo più tenute a garantire vitto e alloggio agli ospiti stranieri, farebbero ricadere il costo sociale e economico alla città di Perugia, che allo stato attuale non ha le risorse economiche per far fronte ai costi necessari per ospitare tantissimi immigrati”.

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