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L'allerta del Movimento 5Stelle: "Cannabis terapeutica in tutte le farmacie, dobbiamo produrne di più"

Il parlamentare umbro e presidente della Commissione Agricoltura Gallinella stila il punto della situazione sulla cannabis

Cannabis terapeutica, c'è un problema. Non se ne produce abbastanza. A lanciare l'allerta è il parlamentare umbro del Movimento 5Stelle Filippo Gallinella: “Il ministro della Salute Giulia Grillo - spiega - , ha ribadito l’importanza di attivare una partnership fra pubblico e privato per incrementare le forniture nelle farmacie della cannabis terapeutica, per mezzo di una gara bandita con l'Agenzia Industrie Difesa. Attualmente, è lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, ad occuparsi della produzione di cannabis Fm1 e Fm2, ma il quantitativo è insufficiente a soddisfare tutte le richieste”.

Il presidente della Commissione Agricoltura spiega nel dettaglio che “dal 2014 è stato attivato un accordo tra il ministro della Difesa e il ministro della Salute per la produzione nazionale di sostanze e preparazioni di origine vegetale a base di cannabis, per la cura di patologie gravi e altamente invalidanti, come la sclerosi multipla, la sclerosi laterale amiotrofica, il glaucoma, le malattie neoplastiche: tutte patologie nelle quali i preparati a base di cannabis sono molto efficaci e con un rapporto rischio-beneficio nettamente a favore di quest'ultimo. Tanto che questa cannabis ‘Made in Italy’ è stata la prima a essere riconosciuta dalla Comunità europea come sostanza attiva di grado farmaceutico, grazie anche alla sinergia con il Crea-Cin di Rovigo, l’istituto che da anni studia la pianta di cannabis e che fornisce le genetiche e le talee allo stabilimento di Firenze attraverso procedure di studio sulla selezione dei genotipi, dagli elevati standard di qualità e analisi del contenuto di cannabinoidi, tramite la cromatografia".

Ma la produzione non basta. Non soddisfa le richieste dei pazienti: "Gli stessi militari – prosegue Gallinella – ci hanno confermato che le richieste per l’utilizzo di questa cannabis terapeutica negli anni sono aumentate, tanto che è necessario potenziare la produttività e arrivare a circa 300 chili all’anno rispetto agli attuali 150, ma le serre non sono più sufficienti: è necessario, quindi più che mai ampliare i finanziamenti, sia pubblici che privati, e soprattutto incrementare le risorse, che al momento sono carenti anche a causa del mancato turn over. Investire a Firenze, potrebbe portare l’Italia ad essere autosufficiente con 700 chili annui e, con lo spazio potenzialmente a disposizione, si potrebbero raggiungere le 2 tonnellate".


E invece, sempre secondo Gallinella, "Al momento, per sopperire al fabbisogno, si sta valutando l’attivazione di bandi per ampliare, oltre al canale già attivo con l'Olanda, le esportazioni dall'estero per acquistare sul mercato internazionale altra cannabis di qualità, idonea all'impiego medico, non facile da reperire. Oltre a ciò, l’Istituto da sempre collabora con altre istituzioni e con numerose Università per attività congiunte di ricerca e formazione per la produzione di farmaci orfani, medicinali cioè che, pur essendo di indubbia utilità clinico-terapeutica, non vengono sviluppati, prodotti e resi disponibili dalle aziende private a causa, sostanzialmente, del loro limitato interesse commerciale; curano infatti patologie, definite malattie rare, che colpiscono un numero relativamente piccolo di persone. Il nostro impegno – conclude Gallinella – sarà quello di far sì che lo Stabilimento di Firenze abbia personale e mezzi tali da garantire la continuità terapeutica alle persone che ne hanno diritto, e soddisfare quanto prima le necessità del Paese”.

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