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Sabato, 22 Giugno 2024
Politica

Verso il voto - Caponi e Monni chiudono gli incontri dei candidati con gli avvocati: dal recupero degli spazi vuoti ai parcheggi

L'ex senatore ha parlato anche di pace, mentre per l'ex consigliere regionale la cittadella giudiziaria "si farà, come il Turreno"

Leonardo Caponi mette subito le cose in chiaro dopo essere stato invitato dal presidente dell’Ordine degli avvocati Carlo Orlando a prendersi il tempo necessario per illustrare il suo programma nel corso degli incontri con gli avvocati, nella nuova sede di Palazzo Friggeri: “Farò come Fidel Castro e parlerò sei ore”.

Il senatore Leonardo Caponi ha parlato del programma, ma non ha risparmiato critiche soprattutto ad alcuni colleghi politici della sinistra, quelli che per lui sono “tiepidi” su alcuni temi, scatenando l’applauso degli avvocati quando, senza giri di parole, ha detto che “la magistratura non si può comportare come un partito politico e che ad ogni cosa che fa il ministro o il governo esce un comunicato, c'è un dettato costituzionale che prevede chi fa le leggi e chi le applica”.

Il programma elettorale della compagine che si trova a guidare Caponi, che ha voluto ricordare che “ci tengo a far vivere un ideale (quello comunista, ndr), merce così rara che non si trova più”, parte da temi alti: quello della guerra e della pace: “A chi mi chiede cosa possa fare un sindaco per la pace, contro guerra e il neoliberalismo, dico che si può schierare per l'immediata cessazione di fornitura delle armi all'Ucraina, la richiesta di una trattativa di pace, l’uscita dalla Nato, la drastica riduzione delle spese militari. Noi siamo anche senza condizioni a fianco del popolo palestinese, oggetto di genocidio da parte di Israele, tanto che il nostro capolista è un medico palestinese della comunità che vive a Perugia. Altri nove candidati rappresentano le principali comunità etniche che vivono a Perugia”.

A chi dice che Perugia non c’entra con la guerra il senatore Caponi ricorda che “Perugia non vive su un altro pianeta e non ci sono aumenti di tariffe a causa della guerra e delle sanzioni alla Russia – ha detto Caponi - Il nuovo sindaco dovrà fronteggiare la questione delle risorse. Vedo candidati che raccontano fiabe su una Perugia città dei balocchi che dispensa felicità e gioia, ma la città ha un bilancio di 450milioni di cui solo 200 milioni possono essere oggetto di manovra economica e di interventi per opere comunali. E l’Europa ha votato per un ritorno all’austerità che colpirà le imprese e la spesa degli enti locali, con la diminuzione dei servizi e del livello di vita dei cittadini”.

Quindi agli elettori non vanno raccontate utopie, ma “bisogna sedersi al tavolo, chiamare le forze sociali, fare il computo delle risorse e concertare con la città cosa fare – ha proseguito Caponi - Il modello di sviluppo della città imperniato sul binomio grandi concentrazioni residenziali e iper mercati è giunto a compimento, ha svolto un ruolo importante. Dobbiamo orientarci verso nuovi modelli per produrre ricchezza. Penso alla reindustrializzazione di qualità, invece del supermercato pensiamo a insediamenti produttivi, dell'artigianato, invece di costruire nuovi immobili recuperiamo i contenitori vuoti, le aree degradate per un nuovo dinamismo. Passiamo dal centro venduto al centro vissuto”.

Il centro vissuto può ripartire dalla cittadella giudiziaria? “Per me la cittadella giudiziaria la possiamo fare anche in mezzo a un campo. L'ex carcere lo vedrei meglio per alloggi a canone sociale per giovani coppie, il Mercato coperto a giovani imprenditori per avviare attività commerciali e produttive – ha ripreso Caponi alla domanda del presidente Orlando - Siamo contrari all'arena Curi, ma siamo a favore di rifare lo stadio. L'arena Curi sarà una città nella città, decine di migliaia di metri cubi che diventano attrattore in periferia, vanificano la ripresa del centro storico. Per lo stesso motivo siamo contrari al raddoppio dell'Ipercoop con stazione e aeroporto vicino, a questo punto prendiamo grifo e leone e andiamo a vivere a Collestrada. Siamo contrari a nodo e nodino come al metrobus. È un delitto lasciare in quelle condizioni il palazzo ex Inpdap, perfettamente funzionante e abbandonato. Tutte le istituzioni cittadine, gli ordini professionali e le associazioni di categoria dovrebbero fare una conferenza di servizi sugli spazi vuoti e trovare il modo di condividerli per progetti di recupero e utilizzo. Siamo per una città con meno cemento, più sviluppo e maggiore socialità”.

Gli avvocati hanno chiesto anche di riflettere sul regolamento ztl e i permessi degli studi professionali validi fino alle 13. “È una problematica che conosco. Serve una concertazione per conciliare le esigenze di residenti e professionisti, pensando a interventi per la riduzione del canone degli abbonamenti, una integrazione comunale, il biglietto del minimetrò agevolato per chi viene in centro senza auto – ha concluso Caponi – Ricordiamoci che le multe sono un cespite importante per le amministrazioni comunali. In passato ebbi a discutere con il sindaco Locchi per i t-red ai semafori, operazione che non aveva nulla a che fare con la sicurezza stradale. È palese che se le cose restano così chi lavora in centro è svantaggiato rispetto a chi lavora in periferia”.

Gli incontri degli avvocati con i candidati sindaci si è concluso con Massimo Monni, già consigliere comunale per due mandati e consigliere regionale per un quinquennio, sempre in area socialista all’interno di Forza Italia. Ora a distanza di dieci anni dall’ultima esperienza politica “sono stato sollecitato a tornare in campo con una lista civica che si posiziona nell'area del terzo polo – ha detto Monni - A chi mi accusa di aver cambiato casacca dico che non ho mai cambiato idea e che la lista è equidistante da sinistra e destra, perché le due candidate vengono chiaramente da quegli schieramenti. E aggiungo che su eventuali accordi al ballottaggio sono state messe in giro voci false e perfettamente speculari: se chiamati a scegliere lo faremo in base a chi appoggerà le nostre idee espresse nel programma in 14 punti, perché non servono centinaia di pagine perché quando si amministra una città i temi che si possono affrontare in 5 anni non sono tanti”.

Per quanto riguarda il programma di Monni si parla di riorganizzazione di Perugia partendo dalla macchina comunale, quindi nomina di un direttore generale, accorpamento delle sezioni, stimolazione dei dipendenti a dare risposte certe in tempi contenuti. Sui grandi temi Monni ha detto che “siamo determinati sul nodo e nodino perché è un’opera che serve per la sicurezza stradale e abbattere l’inquinamento acustico e ambientale. I soldi per il raddoppio delle rampe sono già stanziati dall'Anas e per il nodino ci sono i soldi dicono dalla Regione”.

Altri temi trattati da Monni sono stati la sicurezza, “Perugia ha un problema di microcriminalità e droga”, ma questo deriva dalla scorretta applicazione della “destinazione d'uso degli immobili, con tanti scantinati e garage trasformati in abitazioni”. Sulla sanità “il Comune non ha competenze, però deve tutelare la salute dei cittadini e quando le cose non vanno bene il sindaco deve intervenire perché la condizione della sanità umbra negli ultimi 8 anni è diventata drammatica. E non è vero che si vuole una sanità privata, perché non è stato aumentato il budget per la sanità privata. Il sindaco deve mettere in piedi una commissione dei medici che si riunisce mensilmente e portare le criticità ad assessori regionali e direttori sanitari”.

Per la viabilità per Monni serve migliorare la gestione del minimetrò, magari con orari prolungati e biglietti meno costosi e dirottando i bus turistici a Pian di Massiano.

Sulla eventuale desertificazione del centro storico una volta realizzata la cittadella giudiziaria Monni è apparso molto scettico, dicendo che è “una riflessione che non ho fatto, anche perché secondo me non verrà mai realizzata come opera. Pensavo che come Ordine fosse stati coinvolti e che il progetto fosse stato condiviso. Invece noto che non è cambiato molto da quanto portai il vice ministro a Perugia per avviare il progetto. Secondo me, ribadisco, non si farà mai. Come anche il Turreno, che è ancora lì, chiuso con la catena”.

Questione parcheggi e ztl: “Quando era sindaco Casoli si pensò ad un progetto di parcheggi pertinenziali, cioè di aree di sosta, all’incirca 400-500 posti, da realizzare in aree in disuso, che residenti e professionisti potevano prendere per 99 anni a pagamento. Così facendo si sarebbero liberati anche i posti in strada, ma poi venne accantonato (anche perché suscitò l’ira popolare al grido dei posti riservati ai ricchi, ndr) – ha concluso Monni – Mentre per il permesso per studi professionali dovrebbe avere validità h24 come per i residenti. Se mi sono candidato non è certo per ambizioni personali, ma perché reputo che questa città abbia preso una brutta piega e non basta spolverare la città o fare la calzamagliata per risollevarne le sorti. Siamo il capoluogo di regione, proviamo a volare più alto”.

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