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Una islamica alla guida della commissione cultura di Milano? E' peruginissima, il papà l'Imam del capoluogo umbro

L'eventuale nomina sta creando un ampio dibattito tra favorevoli e contrari. Sumaya si era trasferita a Milano per studiare. E' stata letta nel Partito Democratico che ora la vuole a capo di questa importante istituzione

Il dibattito del giorno sui social e non solo è l'eventuale assegnazione della presidenza della commissione cultura del Comune di Milano alla consigliera comunale islamica Sumaya Abdel Qader. Ed è un dibattito che riguarda anche Perugia dato che il papà dell'esponente politica dei democratici è dagli anni '70 l'Imam del capoluogo umbro. Gestisce un centro islamico - molto frequentato per la preghiera del venerdì - in via settevalli: oltre mille metri quadri. Abdel è definito un imam moderato e da tempo è impegnato in prima linea nel dibattito intereligioso sia con il Cardinale Bassetti che con il Vescovo di Assisi Sorrentino. E' molto forte il legame con i giovani musulmani umbri con Sumaya che è un punto di riferimento e non solo perchè ha vissuto a Perugia oltre 20 anni prima di trasferirsi a Milano per motivi di studio e di famiglia - ha tre figli -. 

"Sono cresciuta tra le colline umbre fino ai 20 anni per poi trasferirmi a Milano per amore e per studiare all'Università" si legge nella sua biografia sul sito del Comune di Perugia. Dalla comunità umbria musulmana in molti sperano che possa diventare presidente della commissione cultura del Comune di Milano a cui è stata candidata dal Pd. Ma c'è chi ora frena: dal sindaco Sala agli esponenti della lista civica del primo cittadino che vorrebbero invece il figlio dell'oncologo Veronesi, maestro d'orchestra. Sulla "perugina" Sumaya sta spopolando sui social un pezzo di Toni Capuozzo, decano dei giornalisti italiani ed uno dei più bravi inviati di guerra del mondo, che spiega come non possa rappresentare la cultura di una "capitale europea" come Milano. "Certo, Londra ha un sindaco musulmano, ma non è sindaco in quanto tale. 

"Certo, guai a discriminare in base alle appartenenze religiose. Ma che il PD milanese candidi alla presidenza della Commissione Cultura Sumaya Abdel Kader mi lascia perplesso. Ha sempre smentito ogni legame con i Fratelli Musulmani, e va bene. Ha criticato duramente Israele e ci mancherebbe altro non fosse legittimo. Presiede un'associazione di donne islamiche intitolata ad Aisha, e non ha mai chiarito, che io sappia, se si tratti di Aisha la cantante, Aisha la figlia di Gheddafi o Aisha la sposa bambina del Profeta". 

"Nel suo profilo - sul sito del Comune - si presenta come impegnata contro la discriminazione di genere, impegno meritorio. Ma il solo fatto di portare il velo, scelta libera e rispettabile, nella vita privata come in quella pubblica, mi fa dire che non è il profilo migliore per rappresentare le molte facce della cultura milanese. Se per Cultura - e cultura in una città europea - intendiamo anche valori irrinunciabili quali i diritti della donna, questa non è integrazione, è multiculturalismo distratto, facilone: il contrario di un dialogo franco, rispettoso ma intransigente sui diritti e sui doveri". 

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