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Il Ministero chiede di anticipare la chiusura della caccia: la Regione fa la voce grossa e spara il suo "no"

I cacciatori umbri - circa 33mila - rischiano di vedersi ridotta d'ufficio la stagione venatoria che dovrebbe terminare il 31 gennaio. C'è una richiesta ufficiale del Ministero dell'Ambiente e della Comunità Europea. Ma l'assessore dice no e spiega il perchè...


Nessuno tocchi il calendario venatorio dell'Umbria. Neanche il Ministero dell'Ambiente. La linea dura è stata dettata ai proprio uffici dall'assessore regionale Fernanda Cecchini che ha ricevuto una richiesta da Roma per anticipare la chiusura della stagione venatoria. Il Ministero vorrebbe l'interruzione il 20 gennaio. Mentre nel testo umbro è stata regolamentata fino al 31 gennaio. La posizione forte dell'Umbria è stata comunicata tramite lettera al Governo. Come già fatto dalla Toscana e dal Friuli Venezia Giulia. L'idea del Ministero è quella di prevenire l'abbattimento di tre specie selvatiche dopo la direttiva comunitaria sulla conservazione degli uccelli selvatici. 

“Il calendario venatorio della Regione Umbria è stato predisposto e approvato nel pieno rispetto della legge nazionale sulla caccia, la 157/1992, che indica il 31 gennaio come termine per il prelievo di tordo bottaccio, beccaccia e cesena. Pertanto non intendiamo anticipare la chiusura al 20 gennaio della caccia a queste specie, come richiesto dal Ministero dell’Ambiente”. 

Ma c'è lo spettro del commissariamento del settore caccia umbra se non la Regione non si atterrà alle direttive. ma anche in questo caso l'assessore cecchini fa la voce grossa e non cede: "Un eventuale ‘commissariamento’ che portasse alla chiusura anticipata della caccia a tordo bottaccio, cesena e beccaccia –  dice ancora l’assessore regionale – sarebbe immotivato poiché la Regione non viene meno a nessuna norma nazionale e sarebbe anche  non proporzionato nella procedura, vista la pluriennale ricerca di chiarezza sui periodo cacciabili. Sarebbe anche in contrasto  con il principio costituzionale della leale collaborazione fra Enti e istituzioni: la richiesta di chiudere anticipatamente la caccia alle tre specie giunge, infatti, nel corso di una procedura informativa della Commissione europea che riguarda numerosi argomenti e del cui esito non abbiamo avuto alcuna notizia”.

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