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Caccia al cinghiale, modificato il regolamento. E la Lega promette battaglia sui risarcimenti agli agricoltori

Scende a 15 il numero minimo di partecipanti per le battute infrasettimanali, mentre il partito di maggioranza promette: "Basta vessazioni sul mondo venatorio"

Scende a 15 il numero minimo di partecipanti per le battute infrasettimanali della caccia al cinghiale. È stata infatti approvata all'unanimità dalla terza commissione del consiglio regionale la modifica di Giunta (illustrata dall’assessore Roberto Morroni)che prevede questa riduzione, al fine di garantire l'efficacia dell’attività di gestione della speci,e in condiderazione della minore disponibilità dei cacciatori al di fuori del fine settimane e considerando anche le esigenze di sicurezza dettate dal momento, con la ripresa in corso dei contagi da coronavirus.

Non saranno dunque più necessari i numeri previsti in precedenza dal Regolamento Regionale '34/’99', secondo cui il prelievo in forma collettiva poteva essere effettuato da gruppi di cacciatori composti da minimo 20 e massimo 70 partecipanti (comprensivi di battitori, bracchieri e conduttori) e con l’aiuto di non più di quaranta cani.

“I cacciatori continuano a essere vittime di una burocrazia inaccettabile" spiegano intanto in coro Virginio Caparvi, segretario umbro della Lega, il suo vice Riccardo Augusto Marchetti e il consigliere regionale Valerio Mancini che si dicono pronti a sostenere la categoria sulla questione del risarcimento danni causati dalla fauna selvatica all’agricoltura. "Probelmatiche da imputare alla rovinosa gestione della Regione da parte del Partito Democratico - spiegano -. È stata proprio la Giunta a trazione Pd, con il Regolamento Regionale n. 5 del 24 febbraio 2010, a stabilire che i componenti delle squadre di caccia al cinghiale debbano parzialmente provvedere a rimborsare gli agricoltori che subiscono danni ai raccolti. Questo è inaccettabile, perché i cacciatori pagano già una licenza annuale di oltre 400 euro e non è tollerabile che debbano versare ulteriori somme di denaro nelle casse della Regione".

E ancora: "La Lega è da sempre al fianco dei cacciatori, ha sostenuto ogni loro battaglia di buonsenso, e anche stavolta saremo in prima linea per dar voce alle loro richieste, affinché finisca questo accanimento nei loro confronti. La Regione dovrà rivedere le norme legislative che regolano i risarcimenti, sollevando i cacciatori da ulteriori spese - rimarcano i leghisti - ma anche gli ATC sono chiamati a fare la loro parte. L’ATC Perugia 1 ha gestito la questione rimborsi in maniera a dir poco vessatoria nei confronti dei cacciatori, e, per giungere in tempi rapidi a soluzioni efficaci, è necessaria una seria e costruttiva collaborazione di tutti i soggetti interessati". 

Infine il pressing sulla Giunta: "Chiediamo all’assessore Morroni un ascolto reale delle esigenze che provengono dal mondo venatorio affinché gli errori del passato non si ripetano in futuro. I cacciatori, oltre ad essere promotori di una delle più antiche tradizioni legate alla nostra terra e a svolgere un ruolo centrale nella tutela dei raccolti agricoli - hanno concluso Caparvi, Marchetti e Mancini - meritano rispetto anche in quanto contribuenti, pertanto è necessario agire quanto prima affinché le loro richieste vengano accolte”.

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