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Martedì, 17 Maggio 2022
Politica

Caccia al cinghiale, scontro Morroni-Lega sulla proroga. Il Carroccio: "Scelta politica", l'assessore: "Affermazioni del tutto infondate"

I consiglieri leghisti attaccano, il forzista risponde

Caccia al cinghiale, scintille in maggioranza regionale. La Lega attacca Morroni e l'assessore risponde con una dura nota. Il punto del contendere è la proroga dell'attività venatoria. 

Tutto comincia con l'intervento dei consiglieri regionali della Lega Stefano Pastorelli (capogruppo), Manuela Puletti e Valerio Mancini (responsabile dipartimento caccia Lega Umbria).

“Il parere contrario dell’assessore Roberto Morroni alla proroga dell’attività venatoria e alla previsione di attività di controllo e contenimento della caccia al cinghiale per prevenire il diffondersi della peste suina africana in Umbria, come richiesto dalla Lega, è frutto di una scelta dettata dalla volontà politica di cui si fatica a comprenderne le motivazioni”, dicono i tre del Carroccio. E ancora: "Evitare che la peste suina africana faccia la sua comparsa in Umbria è obiettivo comune intorno al quale dovrebbe convergere l’interesse di tutti, indistintamente dal proprio ruolo e dalla propria appartenenza politica - proseguono i leghisti - . La comparsa della Psa in una regione come la nostra, ad alta vocazione suinicola, potrebbe comportare ingenti danni all’economia locale con pesanti ripercussioni sul patrimonio zootecnico suino, sul settore produttivo e sul commercio di animali vivi e dei loro prodotti, fino al rischio paventato di blocco completo della salumeria. Criticità da aggiungere a quelle già esistenti che scaturiscono dalla massiccia presenza di branchi di cinghiali selvatici, come il pericolo di incidenti stradali, il rischio di incolumità per l’uomo e i danni all’agricoltura".

L'assessore risponde, sempre con una nota, e dice che "le affermazioni dei colleghi della Lega sul mio conto, mi dispiace doverlo rilevare, risultano del tutto infondate". E poi aggiunge i perché "Innanzitutto perché l’attività venatoria con riferimento alla specie cinghiale è disciplinata dalla Legge Nazionale n°157 del 1992 la quale stabilisce un periodo di tre mesi di caccia da collocare all’interno del periodo compreso tra il mese di ottobre e quello di gennaio dell’anno successivo. Pertanto, l’eventuale allungamento rispetto alla durata dei tre mesi, richiede una modifica della Legge Nazionale, che, peraltro, riterrei opportuna, e in quanto tale esula dalle competenze e dalla sfera decisionale di un assessore regionale”.

E ancora: “Per quanto riguarda l’attività di controllo e contenimento, cosa diversa, come sanno bene i tre consiglieri, dall’attività venatoria, del cinghiale – prosegue l’assessore Morroni -, non solo non ho mai espresso un parere negativo su queste modalità d’intervento, ma le ho sempre sollecitate fino a potenziarle anche grazie all’introduzione della caccia di selezione al cinghiale che questo Assessorato ha voluto e perseguito nell’ambito di una volontà politica, questa, sì, tesa a farsi carico del problema del forte sovrannumero di questa specie selvatica e dell’impegno a conseguire una riduzione della sua presenza. Tutto questo - rileva - in netta discontinuità con l’atteggiamento di assoluta indifferenza che si è delineato nel corso degli anni passati, nonostante vi fossero già sensibili danni all’agricoltura, incidenti stradali e rischi sul fronte sanitario".

Poi c'è la questione della Psa: "Infine, con riferimento alla peste suina – conclude l’assessore Morroni - , vorrei far presente che la Regione Umbria ha da tempo attivato le procedure e le indicazioni operative in attuazione del piano di sorveglianza e previsione predisposto per il nostro Paese".

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