Bonus Benzina, autogol dei consiglieri: "fuga" dall'aula

E' saltato il numero legale per discutere, oggi 2 luglio, sul controverso rimborso benzina per i rappresentanti di Palazzo dei Priori. Tutti i particolari, le strategie e i fuori busta della seduta

Non paghi di aver affollato le pagine dei giornali dopo aver rispolverato una legge sul rimborso dei bonus benzina che da 12 anni il dirigente comunale non applicava, i consiglieri comunale di Perugia hanno voluto continuare ad alimentare il clima di anti-politica che soffia forte da Piazza Danti fino ad ogni angolo del comune perugino. Sono riusciti per ben due volte (solo 11 presenti) a non raggiungere il numero legale: complice una maggioranza con troppe defezioni e una minoranza a cui non pareva il vero (molte anche le assenze tra le sue file) di rinviare la discussione. Perchè? Semplice.

Tutti devono assumersi le responsabilità di un caso come il bonus benzina che d'altronde è una legge dello Stato e deve essere applicata. Non è un caso che a chiedere il numero legale è stato l'ex candidato a sindaco del Pdl, Giuseppe Sbrenna che poco prima aveva consentito alla maggioranza di approvare un'altro testo restando sui banchi e votando anche a favore. Non è un caso dato che secondo la relazione del presidente di commissione Massimo Perari l'argomento sulla legge non applicata era stata da lui sollevata. "Un argomento così discusso necessità di una platea maggiore": ha spiegato in aula Sbrenna motivando la richiesta di verifica del numero legale. Il sospetto è che alcuni vogliono il tutto esaurito per un'approvazione doverosa - si tratta di una legge che deve essere rispettata dato che è in vigore - che di fatto non dividerebbe tra presunti buoni e cattivi. 

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In verità comuque la stragrande maggioranza dei consiglieri ha approvato un emendamento dove si spiega che i soldi non utilizzati dai consiglieri che non ne faranno richiesta saranno messi in bilancio - di riequilibrio - per il welfare. Già una piccola consolazione, anche perchè la proposta arriva dai tanti under 40 di maggioranza e opposizione che siedono sui banchi del consiglio di Perugia. In compenso l'Idv, con il consigliere Zecca, avrebbe la risoluzione per far sgonfiare il caso: inserire nel regolamento che il rimborso può essere chiesto solo per chi è residente fuori dal comune di Perugia. E all'anagrafe sono soltanto due che non intaccherebbero più di tanto quel fondo di 34 mila euro previsto dai dirigenti.  Ma non è detto che la legge lo permetta.

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