Bollettino medico Coronavirus: "Nessun contagio in Umbria ad oggi". Si decide su scuole ed eventi

L'Umbria al momento, nonostante i potenziali rischi, è un luogo senza contagiati. Ben 30 tamponi negativi. Prefettura: studiate le soluzioni per potenziali focolai e come isolarli

E' ancora una volta rassicurante l'ultimo bollettino sul potenziale contagio in Umbria da coronavirus, emerso nella riunione in Prefettura a Perugia: "al momento, non sono stati rilevati sul territorio regionale casi onnessi a tale epidemia". Il caso sospetto che aveva avuto contatti con dei pazienti contagiati in Lombardia è risultato, anche nell'ultimo test ufficiale, negativo. Stesso risultato per la donna - la cui famiglia era in quarantena - che aveva raggiunto Trestina, a Città di Castello, ed è stata invitata a tornare nel suo paese d'origine, mettendosi in isolamento nella sua abitazione. Non hanno sintomi, ma non ci sono ancora dati ufficiali, le 80 persone che a Terni sono state messe in isolamento dall'Usl 2 dopo aver partecipato ad una manifestazione sportiva - che non si è svolta poi alla fine a causa del coronavirus - ed hanno soggiornato una notte a 50 chilometri da Bergamo. Secondo fonti non ufficiali, sarebbero stati 30 i tamponi su altrettanti pazienti dalla fine di gennaio ad oggi: tutti negativi.

Nella riunione del Comitato Regionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduta dal Prefetto, Claudio Sgaraglia, sono stati vagliati tutti gli scenari operativi in relazione alle diverse situazioni di criticità che possono verificarsi. Obiettivo: pur nella massima consapevolezza che in Umbria non c'è una emergenza, pnon farsi trovare eventualmente impreparati nel caso che la situazione muti in negativo. Studiate dunque tutte le possibili azioni da adottare per isolare focolai da coronavirus. 

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Su chiusure temporanee di scuole, attività sportive ed eventi anche in Umbria si attende la riunione in video-conferenza con tutte le task-force regionali d'Italia del Presidente del Consiglio dei Ministri Conte che vuole mettere in campo una strategia comune per il tutto Paese. E questo sta creando forti malumori per due motivi: il primo, si ridimensiona l'autonomia dei territori e dei Governatori. La seconda: l'emergenza coronavirus non è uguale in tutta Italia; molte regioni non sono colpite al momento. Un forte giro di vite anche dove tutto è sotto controllo alimenterebbe il panico e creerebbe ulteriori problemi all'economia. Ma bisogna attendere la video-conferenza per capire come si vuole agire. 
 

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