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Il blog di Franco Parlavecchio - Dopo Report... a proposito dei vaccini, di informazione e di difesa dei cittadini

Davanti alla televisione, girando i canali, mi capita di vedere Report.  Ormai un classico della tv, sempre interessante. Trovo sia una di quelle trasmissioni che di primo istinto si vorrebbe non guardare perché spesso mette di fronte ad una verità che quasi preferiresti non sapere. In onda da circa 20 anni, noi siamo un po’ la generazione di Report, dell’informazione libera, forte, decisa, qualche volta anche sbagliata ma sempre rispettabile, almeno fin quando non tocca tasti troppo dolenti.

E’ appena successo. Una serie interminabile di polemiche per un servizio dedicato al vaccino contro il papilloma virus. Una delle cose più fastidiose è stata la strumentalizzazione politica di Report: in negativo per chi si vorrebbe sbarazzare di un format fastidioso, ed in positivo ma solo finché non tocca in prima persona il recinto di chi lo esalta. Non ho visto un programma dedicato a demolire i vaccini; la loro importanza non è mai stata messa in discussione.

Report ha posto un problema diverso, quello della tossicità di un farmaco e dell’indipendenza dei suoi controlli.  Un sano principio di precauzione in difesa dei cittadini. Ricordo che verso la fine degli anni 90 si iniziò a parlare in modo rassicurante dell’introduzione degli organismi geneticamente modificati (OGM) in agricoltura; fior di scienziati affermavano convinti che grazie agli OGM avremmo risolto il problema della fame nel mondo. E chi si diceva contrario era solo un oscurantista. Con il tempo è stato chiaro che di questi organismi geneticamente modificati si può tranquillamente fare a meno.

E’ corretto indagare sulla tossicità dei farmaci; quanti nel tempo sono stati ritirati dal mercato? Tra il 1953 ed il 2104 sono stati ben 462 i farmaci ritirati a scopo cautelativo; di questi solo una piccola parte è stata ritirata dall’intero mercato mondiale. Il ministero della Salute si deve impegnare in modo concreto per garantire la qualità dei prodotti commercializzati, imponendo studi indipendenti ed approfonditi. È sempre più chiara la necessità di evitare che controllore e controllato possano coincidere.

Io rivendico il diritto di ciascuno a porsi delle domande e sollevare dubbi. Vorrei continuare a scegliere, ancora quel poco che è possibile, e soprattutto desidero avere a disposizione tutti gli strumenti utili per farlo consapevolmente.

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