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IL BLOG di Franco Parlavecchio | La mala-politica genera un nuovo reato: lo stalking della poltrona al Senato

In questi giorni abbiamo assistito alla nascita di una nuova tipologia di reato! È germogliato infatti un nuovo delinquente seriale: lo stalker della poltrona. Il soggetto reo di questa infamia ha talmente tanta paura di perdere il contatto con la sua amata che comincia a molestarla, importunarla con ogni mezzo, non si stacca mai da lei. Il suo è un legame morboso, insano.

I colpevoli di questo stalking feticista sono i nostri poco nobili parlamentari che iniziano a soffrire del disturbo non appena iniziano a percepire l'avvicinarsi del momento di lasciare il loro incarico e il dover affrontare il distacco dalla loro amatissima poltrona. Tra questi anche il nostro Presidente del Consiglio. Aveva promesso di lasciare l’incarico qualora fosse finita la sua prima esperienza di Governo. Ieri sovranista populista, oggi convinto europeista, si è scoperto affetto dal disturbo dell’uomo adatto per tutte le stagioni. Persino disposto a chiedere l’aiutino del Parlamento, dopo che il nostro luogo della democrazia è stato prima ignorato e poi ferito a colpi di DPCM. Talmente abituato a quella seggiola tanto ambita che è diventata un’ossessione: non riesce a fare a meno di lei. Anche gli altri leader non hanno mostrato attitudini migliori.

Di Maio è il degno specchio del suo partito. Un camaleonte disposto a tutto per quello scranno, perché sa benissimo che quel lauto stipendio vale anche un accordo con Mastella. Zingaretti è disposto ad accettare anche l’aiutino della manina della destrorsa Polverini, pur se ancora tesa nel fiero saluto romano. Dopotutto, per salvare la baracca, anche un pizzico di fascismo è il benvenuto nella nuova era democratica, degradato a tocco di folklore o peccatuccio d’infanzia.

L’opposizione invece? Non mi risulta sia pervenuta, completamente assente. Questa non è certo una novità dell’attuale Parlamento. Da sempre prima della possibile caduta di un Governo inizia lo scandaloso mercato delle vacche. Ma ora ci sono due differenze sostanziali: da un lato la paura del voto perché la prossima volta ci saranno meno poltrone da maltrattare. Dall’altro la pochezza dell’attuale materiale umano. E’ bastato guardare un po’ di dibattito parlamentare per capire che stiamo alla frutta.  Ridotti così anche per colpa di questi nuovi stalker.

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