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IL BLOG di Franco Parlavecchio - I giovani tornano a manifestare. Per il Lavoro? No per la birra libera...

Toh! Guarda chi si rivede in piazza! I giovani. È vero, a volte qualche manifestazione ogni tanto compare, ma in questi giorni si sono scatenati, in particolare a Torino.

Per quale motivo?   La disoccupazione, i problemi economici, il reddito? Niente di tutto questo.  Sotto accusa finisce infatti l’ordinanza della sindaca Appendino che vieta la vendita di bevande alcoliche da asporto dalle 20 alle 6 di mattina in alcuni quartieri della città, tra cui il quartiere Vanchiglia, quello della movida notturna. Si sa che la situazione è più complessa: la tensione era alta da giorni ma rimane la pochezza della motivazione, indipendentemente dall’opportunità dell’ordinanza.   E quindi mi chiedo: tutta questa agitazione per cosa?

E’ fresca la notizia della condanna dell’Italia alla Corte Europea per i diritti umani per le violenze al G8 di Genova. La Corte ha condannato l'Italia per le torture alla scuola Diaz, nonché per la mancata identificazione e condanna dei responsabili e l'assenza di un reato di tortura nella legislazione italiana. Ci furono molti errori nella gestione di tutto l’evento e delle manifestazioni di quei giorni, ma c'era un messaggio forte alla base di quelle proteste, qualcosa che dava fastidio ai potenti del mondo;  quel messaggio fu spazzato via anche con la forza.

Tanti manifestavano pacificamente, me compreso, insieme ad un lungo corteo di persone che avevano ideali sani, per la globalizzazione dei diritti; si parlava di no global o ancora meglio di new global, e persone di culture molto diverse erano coinvolte per uno scopo comune.  Poi non mancava certo anche un bel gruppo di facinorosi che avevano obiettivi meno nobili…

Mi ricordo ancora il momento in cui mi trovavo al quinto piano di un palazzo al centro di Genova, salvato da uno sconosciuto, mentre insieme ad altri, estranei ma solidali, guardavo dalle finestre la città violentata ed indifesa. L’Italia a causa della gestione del G8 di Genova ha fatto una pessima figura internazionale, ed era il 2001.  Oggi nel 2017 la rivolta popolare è quasi lo specchio di un Paese che, malato di pericolosa apatia, si accende solo per il superfluo; dimenticando che quasi la metà dei giovani è in cerca di un lavoro, di un futuro, di una prospettiva, di una vita.

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