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Il blog di Franco Parlavecchio - Aspettando le primarie Pd già vinte

Si avvicinano le primarie per eleggere il Segretario del Partito Democratico: si avvicina il 30 aprile. Sembra passato un secolo da quando nel 2007 Veltroni vinse le primarie in modo schiacciante.   Ricordo benissimo quel momento, lo vissi in prima persona. Si respirava un clima completamente diverso da quello attuale, c’era una grande forza attrattiva, un sano spirito inclusivo.

Ora la sensazione è molto differente, il clima è cambiato e la base è poco propensa ad entusiasmi. Un po’ a causa della scissione di un pezzo della sinistra del partito, che indipendentemente dai numeri che si porta via, simbolicamente trascina con se dei malumori; un po’ a causa di quella sensazione di vedere un congresso a senso unico dove c’è un solo leader vincitore che si chiama Renzi e dal resto dei contendenti si evince soprattutto una necessità di riposizionamento.

E’ vero che spesso si è discusso troppo e si è concluso poco ma ora l’impressione è quella di percepire una mancanza di partecipazione alle scelte, con un innegabile risultato di disamoramento.  

E i protagonisti? Emiliano: molto deludente il suo risultato tra gli iscritti, sono convinto che migliorerà la performance alle primarie con una spinta dal Sud ma il suo essere un po’ renziano o ex renziano, un po’ Di Pietro e molto Grillo, non lo rende così intrigante. Orlando è una persona seria ma non ha il carisma del leader. Ricordo quando qualche anno fa lo andai a prendere a Foligno per accompagnarlo ad una iniziativa pubblica a Nocera Umbra dove eravamo relatori. Fu bravo ma non un trascinatore. Quando è stato Ministro della Giustizia del Governo Renzi non fece mai una critica al Presidente Segretario, e le occasioni di distinzione non erano di certo mancate…   Questo è il suo punto debole.

Orlando in Umbria ha raccolto l’adesione di molti attuali ed ex amministratori ma il voto degli iscritti non lo ha premiato, anzi si è rivelato un boomerang per questi sostenitori che hanno accusato il colpo.
Renzi in questo momento è il vero leader incontrastato nel PD; vincerà nettamente le primarie del 30 aprile. Se un giorno apprenderà l’arte dell’umiltà, se riuscirà a garantire un reale pluralismo interno e se eviterà di pensare che Firenze è la capitale del mondo, solo allora potrà ambire a diventare ancora Presidente del Consiglio, legge elettorale consentendo e Franceschini permettendo…

Senza mai dimenticare il lascito politico di un grande uomo che da poco ci ha lasciato, Giovanni Sartori, un vero punto di riferimento per chi vuole tenere alto il livello culturale

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