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IL BLOG DI FRANCO PARLAVECCHIO - Sono stato portaborse al Senato: ecco quello che succede, i pagamenti... e i veri privilegiati. Brave le Iene!

E brave “Le Iene”! Anche questa volta hanno evidenziato le lacune di altri, quelli che omettono distrattamente di fare il proprio dovere. Già diversi anni fa toccarono un tasto molto dolente, quello dei collaboratori parlamentari, dentro le istituzioni, senza alcun tipo di contratto. Posso confermarlo personalmente, il problema è reale. Ho svolto il ruolo di collaboratore parlamentare dal giugno del 1998 al giugno del 2005, dentro il Senato della Repubblica come assistente per un Senatore, a chiamata personale, in un normale rapporto fiduciario.

Quando sono entrato nel “Palazzo” mi resi conto di lavorare a tempo pieno per un posto molto ovattato che rende decisamente distorta la realtà esterna. E capisci il perché ci sia uno strenuo attaccamento alla poltrona. Ma attenzione, i veri privilegiati non sono solo gli eletti ma anche i “grigi” ed intoccabili funzionari.   Ricordo ancora la stanza di un alto dirigente con gli arazzi da parete e una poltrona in stile “pelle umana”. A dire il vero, al contrario, le stanze dei Senatori sono normalissime, soprattutto quelle dislocate al di fuori di Palazzo Madama.

Ricordo come nel 2001 forse 2002, un gruppo di collaboratori parlamentari si organizzò proprio alla ricerca di tutele, considerato che almeno la metà di loro era totalmente senza contratto e senza limiti d’orario. E sembrava assurdo considerato che tutti lavoravano nel luogo dove si fanno le leggi e dove i lavoratori dovrebbero essere tutelati come cittadini. Qualcuno potrebbe obiettare che potevano sempre scegliere di andarsene. E’ vero ma non c’era solo la speranza di avere un contratto bensì anche la certezza che se hai a disposizione un ufficio dentro al Senato, considerato che i senatori generalmente arrivano di martedì pomeriggio e ripartono il giovedì dopo pranzo, è un posto che genera mille opportunità, anche nei confronti di quelli che disprezzano le istituzioni o fanno finta di disprezzarle, almeno fino a quando non le sfiorano.

E vi assicuro che i collaboratori parlamentari svolgono un ruolo che diventa più o meno impegnativo in base all’attività, anche a distanza, svolta dal parlamentare stesso e che diventa una vera palestra di vita per la varietà delle situazioni che si affrontano. Nel caso specifico denunciato dalle Iene, il deputato Mario Caruso ha sfruttato il lavoro di una ragazza presunta assistente, oggetto anche di avances sessuali, senza mai ricevere compensi dal deputato che avrebbe assunto il figlio del Sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, mai presente al lavoro, che a sua volta, a causa del servizio, ha rimesso le deleghe dal suo incarico di Governo. Una sorta di parentopoli un po’ squallida ma per nulla sorprendente.

Non so se il regolamento interno è cambiato ma il Parlamentare In Italia non poteva avere i familiari come collaboratori (ecco il perché del favore) e riceveva un bel gruzzolo per pagare la sua segreteria che nel caso decidesse di non averne bisogno, poteva direttamente intascare…Sarebbe ora che i collaboratori fossero stipendiati direttamente dalla Camera dei Deputati o dal Senato, per garantire quei diritti sacrosanti che per il momento sono assicurati solo dalla buona volontà e correttezza dei singoli parlamentari.   Caro Eletto, per la prossima legislatura prenditi questo impegno pubblicamente. Non sarà solo un’occasione per regolarizzare per tutti il rapporto di lavoro ma farà bene anche alla tua immagine.

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